
The Third One
di
Harriet
Ehi. Questa l’ho persa scommettendo con Wren. Ohkawa, è colpa tua anche di questo. Fa parte delle 100 storie per Fanfic 100 Italia, sul tema #42 Triangolo. Titolo e citazione iniziale sono rubati a Vienna Teng e alla sua The third one. C’è un’autocitazione tremenda, sul finale, ma vabbè!XD Enjoy.
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We are not together here
though we lie entwined
to make room for the other presence
we both draw back in our minds
Chissà com’è fare progetti, si chiede, mentre osserva una giovane
coppia passargli vicino, tra risate e parole precluse al resto del
mondo. Immaginare i giorni a venire, sfidare il futuro con la
propria vivace fantasia che dipinge scenari nuovi, speciali, e cosa
importa se gli eventi faranno di tutti per impedirne la
realizzazione. Chissà com’è fare progetti in due, gettare le proprie
speranze avanti, fin troppo avanti, e sognare un tempo tutto sommato
vicino – una manciata d’anni – ma che sembra lontanissimo e
impossibile da visualizzare.
Lui non ha mai avuto un momento come questo. Paradossalmente, con
tutto ciò che conosce del futuro, con il suo costante vegliare sul
futuro altri, non ha mai fatto quei progetti così meravigliosamente
umani, dolci e presuntuosi, riguardo una casa, un viaggio, un
piccolo desiderio realizzato.
La sua casa è un transitorio rifugio dove riposarsi dopo magie e
battaglie di ogni genere. Viaggia sempre, a volte vorrebbe non
doversi spostare così spesso. E a proposito dei desideri... Meglio
non pensarci nemmeno.
Soprattutto, non ha mai fatto seriamente progetti con lei
. Che senso avrebbe fare progetti quando poi si saprà, un secondo
dopo, senza possibilità di sbaglio, il loro esito? Si perde tutto il
gusto di tessere sogni e nutrirli di speranze.
Loro non possono permettersi di fare progetti in due.
In realtà, è perché loro non sono mai veramente in due.
Si ferma in mezzo alla strada, improvvisamente colto da una
sensazione di gelo, mentre realizza chiaramente per la prima volta
l’effettiva consistenza dell’altra presenza, quella che
impedisce loro di essere in due.
Si nasconde dietro gli angoli e li spia. Poi, quando loro lo vedono,
ricambia lo sguardo, beffardo. Non ha paura di loro. Non ha paura di
nessuno. Infrange le sciocche fantasie che a volte fanno, per
divertimento, per sentirsi più veri. Riempie gli spazi vuoti e getta
la sua ombra sulle loro solitudini.
L’Altro è il Futuro. L’Altro è l’Inevitabile. L’Altro è la
Consapevolezza a cui non si sfugge. Loro non possono che arrendersi
alle catene dell’Altro.
E’ così immerso nei pensieri da sembrargli che davvero,
all’improvviso, un’ombra abbia oscurato il sole sopra di lui.
Solleva lo sguardo e si rende conto che c’è effettivamente qualcosa
che lo ripara dai raggi: un piccolo ombrello bianco di trine.
E un sorriso che non si aspettava.
- Stavo venendo da te.- Dice, incapace perfino di indossare la sua
abituale espressione ironica e pacata.
- Cambio di programma.- Risponde lei, divertita oltre ogni dire,
come tutte le volte in cui spadroneggia e lo anticipa. – Oggi decido
io!-
- Va bene.-
- Oh, il signor mago supremo mi nasconde qualcosa... Come mai non
cerchi di fregarmi e cedi subito in questo modo?-
- Perché mi riservo di fregarti dopo, in qualche maniera
terribilmente divertente.-
- Razza di presuntuoso!-
Mentre si avviano lungo la strada, si volta per un istante.
Gli sembra di percepire la presenza dell’Altro, con tutto il suo
carico di verità sgradevoli, di oscurità a cui non si sfugge, di
solitudine e angoscia. Lo sente, il respiro dell’Altro, così vicino.
Sente la maledizione di sapere esattamente cosa accadrà – durante la
giornata, domani, tra un mese, nel giorno, sempre più vicino, in cui
sarà costretto a lasciarla sola...
L’Altro li separerà per sempre. La consapevolezza riesce a spezzare
il cuore anche a uno come lui, con tutta la sua forza e la sua
saggezza.
Allora aumenta il passo, avvicinandosi impercettibilmente a lei.
Se l’Altro li segue, lui non lo lascerà avvicinare così facilmente.
Farà finta di non sapere, di non vedere. Non importa quando sia
stupido e inutile, tutto questo. Non ha intenzione di lasciar
vincere l’Altro su loro due.
E poi è notte, e lui si ritrova su un colle antico e ardente di
magia, speranze dimenticate e desideri distanti, nel momento preciso
in cui le stelle sono al loro massimo splendore. Lei l’ha portato lì
per stupirlo. Con voce appena percettibile inizia a raccontagli
piano della prima volta in cui era stata in quel luogo...
Quando avverte, dentro di sé, una piccolissima scintilla di
meraviglia – infinitesimale, ma vera come il suo respiro e il
battito del suo cuore, calda come le mani di lei tra le sue – in
quel momento, anche se è un momento soltanto, ne è sicuro:
l’Altro è lontano e loro hanno vinto.
Note dell'Autore
Mi trovi su Dark Chest of Wonders, su The Kaleidoscope Land, e per restare in tema con questa storia, Yuuko e Clow nella nostra interpretazione (Yuuko sono io, Leryu è Clow), e qualche foto che potrebbe divertirti (a casa di Mia). Ciao!
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