
Nothing special today
di
Harriet
Prima
storia scritta per
Fanfic 100
Tema: #1 Inizio
Note: ambientata...qualche ora prima dell’inizio del volume uno!XD (Anche se
si fa un vago riferimento ad alcune cose che Yuuko dice più avanti. Ma
siccome sono cose che si intuiscono fin dall’inizio, non è proprio uno
spoiler, credo. E poi, a dire il vero, io mi sono ispirata a quell’accenno
di Yuuko e ci ho speculato sopra, per cui...In realtà le cose strane che
Yuuko pensa alla fine di questa storia, sono per lo più frutto bacato della
mia zucca!XD)
Il testo che Yuuko sta leggendo all’inizio l’ho inventato io, ma è derivato
da qualcosa che ho veramente trovato nei miei studi e constatato dalle mie
letture.
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Nei miti, nelle
fiabe, nei racconti tradizionali ispirati a temi religiosi, i giorni
in cui vede la luce un grande evento sono sempre segnati da qualcosa
di particolare. L’eroe nasce nel giorno più luminoso, più oscuro,
più caldo o più freddo dell’anno. Il crimine del malvagio viene
perpetrato in una notte di tempesta, accompagnato dal grido del
vento e dal fragore della pioggia. Il giorno in cui ha avvio una
successione di fatti miracolosi, gli animali fiutano la novità, gli
uccelli cantano in modo diverso, la natura tutta dà dei segnali
inequivocabili.
La donna smise di leggere, sollevando la testa dal libro. Con un
gesto elegante tolse il fermaglio che le raccoglieva i capelli in
una bizzarra pettinatura, e una cascata nera di lunghezza
impressionante scivolò lungo le sue spalle.
Il suo sguardo era fisso sulla finestra della stanza in cui stava
ingannando il tempo, dilettandosi in letture colte. Non che potesse
vedere ciò che le interessava, da lì. Non poteva, per due motivi
fondamentali: non stava vedendo, fuori dalla finestra, lo stesso
mondo in cui quell’evento si sarebbe realizzato, e comunque
quell’evento ancora non era in procinto di avvenire. C’erano almeno
altre tre lunghe ore da aspettare, prima che quello avesse luogo.
Emise un lungo sospiro, tra l’annoiato e il rassegnato, e finalmente
si alzò in piedi, sbadigliando sonoramente. Tre ore, ancora. Uff. Se
solo non avesse avuto tutta quella...(ansia) curiosità...
Incrociò lo specchio, che le rimandò l’immagine di una donna alta,
esile e bellissima, anche se spettinata e vestita solo di una
vestaglia rosa (che comunque riusciva a farla sembrare bellissima lo
stesso.)
Poteva cominciare a prepararsi. Certo, tre ore erano lunghe, ma
anche indossare in modo appropriato uno dei suoi abiti delle grandi
occasioni era una cosa lunga. Finalmente felice per quella
decisione, si affrettò ad uscire dalla stanza, chiamando a gran voce
le sue aiutanti.
Pochi minuti dopo si stava facendo il bagno, mentre due bambinette
vestite in modo curioso l’aiutavano, portandole ciò di cui aveva
bisogno ed aiutandola a lavare quei meravigliosi capelli neri.
Infine, quando si fu asciugata, sempre seguita dalle due creaturine,
si decise ad entrare nella stanza più grande tra le sue stanze
segrete: il suo invidiabile guardaroba.
- Voi cosa mi suggerite?- domandò alle bambine, aprendo uno dei vari
armadi che stavano nella stanza e iniziando a prendere tra le mani i
lembi delle vesti appese là dentro. Stoffe di tutti i colori, abiti
di mille fattezze, decorazioni di ogni tipo...
- L’abito azzurro con la farfalla blu!- cantilenò una delle
ragazzine, sollevando le braccia al cielo.
- No, l’abito bianco con le gale ed i nastri viola!- protestò
l’altra.
- L’abito azzurro!-
- L’abito bianco!-
- Su, non litigate!- le richiamò lei con dolcezza. – Forse ho un’idea.-
Si diresse a colpo sicuro verso l’armadio che di solito non apriva
mai, chissà per quale ragione. Questa volta lo fece, e ne trasse
fuori un meraviglioso kimono bianco, decorato con fiori rossi.
- Non vi sembra il momento adatto per mettere questo?-
Le bambinette tacquero e sorrisero, deliziate. Come se avessero
riconosciuto quell’abito, come se la loro signora lo avesse
indossato già una volta, in qualche momento speciale. O forse lo
aveva fatto preparare per un giorno diverso dagli altri. O magari,
semplicemente, quel kimono piaceva molto ad entrambe.
Le due aiutarono la donna a vestirsi e adornarsi. In modo semplice,
rispetto ad altre volte, ma la loro imprevedibile signora era
contenta così.
- Andiamo nella sala principale. Ormai non manca molto.-
Ecco, era riuscita ad ingannare l’attesa. Le tre ore erano scorse
via abbastanza in fretta, e finalmente poteva godersi quel che stava
per succedere.
Raggiunse la sala al centro della sua abitazione, del suo negozio.
Si stese sul divanetto e si fece portare dalle piccole la sua pipa.
Ma sì, era il caso di fare una presentazione in grande stile.
Sì, era veramente divertita e anche un po’ eccitata, per quel che
stava per accadere.
Cosa stava per accadere?
Niente di speciale, a dire il vero. Era un giorno come tanti altri,
e siccome non era una fiaba, un mito o qualcosa del genere, non era
il giorno più caldo, più freddo o più luminoso dell’anno. Non c’era
la tempesta che urlava, fuori, né gli uccelli volavano in circolo
sul suo negozio.
O magari sì, c’era tutto questo, ma non era così importante. Perché
quel giorno era speciale di suo.
Era piena di aspettativa, e sapeva che ciò che sarebbe accaduto non
l’avrebbe delusa. Anche se l’aveva previsto, anche se sapeva di cosa
si trattava, anche se immaginava le conseguenze.
Anche se quel luogo, la sua stessa presenza lì avevano senso proprio
in funzione di ciò che tra poco sarebbe accaduto.
Era ansiosa e felice, come tutte le volte che qualcosa si appresta
ad iniziare.
E non mancava molto.
Ad un tratto ebbe la consapevolezza che era il momento.
- E’ arrivato.- disse, con un sorriso soddisfatto. Le piccole
aiutanti si precipitarono all’ingresso del negozio. – Sì, è
arrivato, e la storia può avere inizio.- disse a se stessa.
La sua storia, ma non solo. I legami che lui creerà, le sue
parole, i suoi gesti, la sua presenza e il suo futuro, tutto questo
è molto più grande di lui. E lui non ne ha idea. Lui è la chiave per
molte cose. Oggi comincia una nuova parte della sua storia. Ma lui è
anche l’inizio di un’altra storia.
Dall’ingresso provenivano le risate delle bimbe e le proteste di una
voce risentita.
- Sono stati i miei piedi a trascinarmi qua dentro, contro la mia
volontà!-
- Questo è perché era Inevitabile che tu arrivassi qui.-
La Storia era iniziata.
Note dell'autore
Grazie a chi ha letto. Dedicata a Kairi! ^__^
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Dark chest of wonders
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