
Magic is here
di
Harriet
Scritta per il concorso
“Songfic” di
True Colors,
prima classificata.
Buona lettura e grazie! ^_^
Tema a cui si ispira: #8 Da qualche parte, sotto le stelle
Canzone: “Fires at midnight” – Blackmore’s Night
Note: Nella canzone c’è un riferimento alla costellazione delle Pleiadi,
vista come qualcosa di “magico”. Ho fatto un po’ di ricerche, scoprendo che
le Pleiadi hanno avuto significati particolari – diversi l’uno dall’altro –
in moltissime tradizioni. Non ho reperito niente, relativamente a qualche
significato speciale in Giappone, l’unica cosa che so è che in giapponese si
chiamano “Subaru”. Per il significato che ho dato alle Pleiadi nella storia,
non mi sono rifatta a una tradizione in particolare, ho solo ripreso il
concetto espresso nella canzone: le sette stelle sono una sorta di “alleate”
per la persona che si incammina sulla via della saggezza e della magia. La
“persona” di cui si parla a un certo punto...può essere sia un ben noto
“personaggione” delle Clamp, sia a discrezione del lettore.
________________________
I stood out
here hence before
with my head held in my hands
for all that I had known of this place
I could never understand...
“Questo posto!”
Sorrise.
All’improvviso ma irrimediabilmente, come se quel sorriso fosse stato il
frutto di una forza senza nome, liberatasi tutta insieme sul suo volto. Chi
la conosceva superficialmente avrebbe potuto dire che in fondo lei sorrideva
sempre, dunque un sorriso non era una novità. Un occhio un pochino più
attento avrebbe forse intuito qualcosa. Una persona che possedeva la chiave
per il cuore di lei, però, avrebbe scorto la differenza con estrema
facilità.
Era un sorriso diverso dal suo abito ufficiale, l’espressione che si
divertiva così tanto ad indossare per quelli che la vedevano per la prima
volta, o venivano ad implorarla di concedere loro qualcosa.
Era un sorriso di sincera allegria e divertito ricordo, nel ritrovarsi
all’improvviso lì.
Lì, in quel luogo insignificante.
...come se potessero esistere luoghi insignificanti.
Perché tutte le cose sono insignificanti allo stesso modo, e tutte le cose
sono speciali allo stesso modo.
No?
Rifletté per un attimo sul da farsi. Era andata fin lì per compiere qualcosa
di importante, ma la notte era appena iniziata, e concedere qualche minuto
ai ricordi non avrebbe danneggiato i suoi affari. Poteva ben fermarsi lì per
un po’, sul quel colle lontano dalla città, privo di luci e per questo così
benevolo verso lo spettatore che avesse deciso di alzare gli occhi al cielo.
Una miriade di stelle sopra di lei, una danza di costellazioni.
Una miriade di stelle, tante quanti i nomi che aveva sentito, i desideri che
aveva accolto, i volti che aveva incrociato, gli incantesimi che aveva
sussurrato, le illusioni che aveva infranto.
I suoi anni erano tanti, come le cose che le gravavano il cuore, e la notte
era sempre stata un’amica pronta ad accoglierla a braccia aperte. La notte
lasciava che la maga deponesse la maschera del sorriso, e le sussurrasse
sottili angosce, oscure certezze e solitudini che nessuno sospettava. Ma
anche soddisfazioni segrete e allegrie senza motivo. La donna brindava alla
notte e si sentiva parte della sua incessante magia.
On the hills the fires burned at midnight
superstition plagued the air
Sparks fly as the fires burned at midnight
The stars are out and magic is here
Nella sua mente si era fissata l’immagine della prima volta che era stata
lì.
Era giovane, quel luogo, allora, ed era giovane anche lei. Ora erano vecchi
e provati entrambi, ma ritrovarsi era così bello, e la magia della notte
stellata li faceva sembrare giovani di nuovo.
La maga si sedette sull’erba del colle e prese a fissare la notte, senza
smettere di sorridere.
Quel posto aveva visto molte più cose di quante ne vedrà mai una persona
comune, persa nei suoi pensieri comuni. Era stato testimone di cose
meravigliose ed irripetibili.
Come quella notte. Indimenticabile.
Il buio che non sembrava nemmeno buio, con il mare di stelle su di lei. Le
fiamme tutt’intorno a lei: erano il frutto del suo incantesimo, il suo primo
incantesimo importante, che era fluito con naturalezza dalle sue mani e
dalla sua volontà. E poi l’aria densa di promesse antiche, di ricordi persi
nel tempo, di canti provenienti da epoche passate.
La notte, le fiamme, le stelle. Uno spettacolo magnifico, che nessuno
avrebbe mai visto, se non quel colle silenzioso ed anonimo, dimenticato da
tutti.
I wished on the seven sisters
Bring to me the wisdom of age
all that’s locked within the book of secrets
I longed for the knowledge of a sage
Le sopraggiunse la consapevolezza di ricordare ancora i nomi delle stelle.
Li aveva studiati così tanto tempo fa, eppure erano rimasti impressi nella
sua memoria. Provava sempre un certo piacere nel rendersi conto che i lunghi
anni di esperienza non avevano cancellato i suoi studi e il suo sapere, ma
avevano anzi provveduto a rafforzarlo.
Ricordava i nomi delle stelle e le loro storie, i loro significati e il loro
potere. Non c’era mai niente di scontato, nell’universo. Era la lezione
principale che aveva imparato e cercava di insegnare.
Riconobbe la costellazione di Subaru, le sette sorelle di cui
si parla nelle storie e nei segreti di tutto il mondo, da sempre.
“Si dice che possano esaudire i desideri, quelle stelle.”
Chi glielo aveva detto?
Non lo ricordava, ma ricordava di certo cos’aveva provato a quelle parole. I
desideri. Qualcosa che l’aveva sempre affascinata: nei desideri è racchiuso
il cuore più profondo dell’anima umana. I desideri sono il vero motore della
vita di ognuno. Ed è ciò che è più difficile conoscere.
Allora non sapeva che i desideri sarebbero diventati...il suo campo di
affari, se così si poteva dire.
Allora era tanto giovane da potersi permettere di guardare il cielo, da quel
luogo, affidando il suo desiderio alle sette stelle.
“C’è un equilibrio delicato e sottile tra i mondi, che non può essere
infranto. E ci sono persone che hanno la responsabilità di questo
equilibrio.
Io sono una di queste, mi dicono.
Allora...Voglio avere la saggezza necessaria per difenderlo.
Ma voglio anche avere la conoscenza dei luoghi che stanno dietro la notte,
delle verità celate nelle ombre, delle risposte che sembrano inarrivabili.
Voglio la forza di compiere il mio dovere.
Ma per il sacrificio che farò della mia vita...Io voglio in cambio il
sapere.”
So the sisters smiled to themselves
and they whispered as they shone
and it was from that very instant
I knew I would never be alone
Voleva il sapere, l’aveva ottenuto. Ed aveva scoperto che l’ansia di
conoscere era davvero un desiderio da persona giovane ed inesperta. Così era
stato, però: aveva ottenuto le conoscenze. In principio l’avevano
affascinata, l’avevano esaltata, si era gettata su di esse come fossero
state un cibo delizioso. Lei era una persona tormentata dalla fame – anche
in senso non metaforico, avrebbe potuto confermare il suo piccolo
assistente. La maga era sempre stata tremendamente affamata di una
conoscenza che andasse oltre le cose visibili, ma con l’avanzare dell’età,
si era resa conto che a volte sarebbe stato meglio non sapere.
Le sette stelle avevano esaudito il suo desiderio, dunque, con tutte le
conseguenze del caso. Ma forse avevano fatto di più. Insieme al sapere, le
avevano donato una saggezza strana, che cresceva col passare degli anni, in
modi che nemmeno lei riusciva a comprendere.
La maga aveva avuto in dono la capacità di non farsi mai illusioni, e allo
stesso tempo riuscire a credere nel futuro.
Per quanto i desideri perversi dell’animo umano le avessero insegnato a non
farsi illusioni, c’erano sempre stati incontri, cambiamenti e scoperte che
non le avevano fatto perdere la forza di credere in ciò che sarebbe
avvenuto.
Perché c’è un’Inevitabilità che guida le cose, ma il futuro è nelle mani dei
desideri degli uomini.
Many stars were forgotten
many faded and became ghosts
Still my sisters glittered down from Heaven
always there when I needed them most
La donna socchiuse gli occhi per un attimo, ripercorrendo la sua lunga
storia, riportando la memoria a tempi più vicini. Finché raggiunse un luogo
di sosta, lungo la strada dei ricordi. Una sosta nuovamente su quel colle...
C’era stata un’altra volta. E non da sola.
Dunque non poteva non pensare a quella persona, era Inevitabile
anche questo. E quindi sorrise di nuovo, anche se il pensiero di quella
persona in genere la faceva sentire davvero poco incline al sorriso.
“Ci sono cose che dobbiamo fare, per proteggere il futuro di alcuni.”
E ne avevano fatte, di cose, consapevoli che stavano seguendo il sentiero
scritto dall’Inevitabile, e allo stesso tempo ponendo le basi per il
cambiamento del futuro.
Era passato così tanto tempo...
No, non così tanto, in realtà.
Eppure le sembrava che tra il periodo di lui e adesso ci fosse una manciata
di millenni!
Scosse la testa, si autocommiserò con un po’ di bonaria ironia e concesse ad
una goccia di malinconia di entrare nel suo sorriso. Perché una come lei,
sempre a contatto con i desideri, sapeva riconoscere bene un desiderio,
quando lo sentiva prepotente dentro di sé.
Tante cose erano cambiate, ma lei non aveva smesso di fare il suo dovere di
custode di equilibri misteriosi, né la sua fame si era del tutto placata.
Le stelle, protettrici del suo desiderio, erano sempre lì.
Quella persona non c’era più, ma non per questo le parole che aveva detto e
i sentimenti che aveva provato erano meno veri.
I stood out here hence before
with my head held in my hands
for all that I had known of this place
I could never understand...
Riaprì gli occhi di scatto, e tutte le immagini perdute turbinarono davanti
ai suoi occhi. Quel che era stato smise di sovrapporsi a ciò che era, e la
notte tornò ad essere quella silenziosa e solitaria del presente. Il passato
sfumava pian piano nella nebbia dei suoi ricordi, tornando a rinchiudersi
nei recessi del suo cuore. E lei riprendeva possesso di sé, sciogliendosi
dalla prigionia dolce e struggente della memoria.
On the hills the fires burned at midnight
superstition plagued the air
Sparks fly as the fires burned at midnight
The stars are out and magic is here
Allora era giovane e ora non lo era più, e sapeva che non avrebbe mai più
provato certe sensazioni: lo stupore, la pienezza interiore, la gioia nel
sentire il calore delle fiamme del suo incantesimo, l’aspettativa per le
cose che sarebbero venute. I suoi occhi non riuscivano più a vedere con
quello sguardo cristallino, il suo animo aveva già fatto troppa strada, per
conservare tutta quella freschezza meravigliosa.
The stars are out and magic is here
Però...- e qui sorrise di nuovo, per l’ultima volta, in quella notte, ma con
più dolcezza che mai.
Però, non per questo le cose erano meno magiche. Non per questo l’universo –
gli universi – erano meno splendenti e la notte custodiva meno
segreti.
Ci sarebbero stati altri occhi, un giorno, ingenui come i suoi a quel tempo,
avrebbero visto il cielo, come lei aveva fatto, e vi avrebbero scorto
speranza e promessa, prendendo su di sé la responsabilità dei mondi e dei
futuri, portando avanti il ciclo delle cose.
E così doveva essere, l’equilibrio non si poteva spezzare.
Così doveva essere, ed era semplice, misterioso e bellissimo.
Credits
Tutte le storie qui contenute sono
© dei rispettivi autori, i ficwriters e le
CLAMP - che detengono i diritti dei personaggi delle storie anche ove non
segnalato esplicitamente-.
Archivio di
Sonoko,
layout designed by
Sonoko
(su modello di
Juuhachi Go)
Sito non a scopo di lucro.
Exquisite folly
©
Sonoko
- online dal 1 maggio 2007