
Al centro dei mondi
di
Harriet
- Si può sapere cosa vogliono quei...quei...quei
cosi, sempre a girellare attorno al tuo negozio, Yuuko-san?-
- Io non mi farei sentire, se fossi in te.-
Il ragazzo abbassò la voce ma continuò ad insultare i cosi in questione, che
erano nient’altro che i Karasu Tengu, i fedelissimi custodi della sua amica
Zashiki Warashi. Da qualche giorno li vedeva ronzare attorno al negozio
della maga, sempre conciati come un gruppo di yakuza pronto alla missione,
muniti degli immancabili occhialetti e dei temibili ventagli. Insomma, era
piuttosto comprensibile che il ragazzo non si sentisse tranquillo.
- Che poi, fossero l’unica cosa strana che si vede in giro!- continuò il
ragazzo, intento a guarnire una torta. – No, certo che no! Ieri ho visto
veramente di tutto! Ma che è, Yuuko-san, la settimana delle offerte speciali
per gli spiriti? No, perché veramente...-
- Ah, Watanuki-kun, smettila di borbottare e rilassati!- sospirò la maga,
entrando in cucina, e riempiendo il luogo con l’onnipresente fumo della sua
pipa.
- Rilassati, rilassati!- cantilenarono Maru e Moro, che fino ad allora se
n’erano state zitte e buone con le formine a cuore, fiore e stella, a fare
biscottini, seguendo le direttive di Watanuki.
- Aaaah, non si può più nemmeno esprimere il proprio parere?- si lamentò
teatralmente il ragazzo. – E voi due, avete finito con quei biscotti?
Guardate che non è un gioco! Dopo li dovete mangiare, se continuate a fare
pasticci non mangerete niente!-
- Sì, credo proprio che tu debba rilassarti un po’.- insisté la maga,
avvicinandoglisi e posandogli una mano sulla spalla. – Fai un bel respiro e
stai tranquillo, Watanuki-kun!-
Come se fosse stato possibile rilassarsi con due metri di maga appoggiati
addosso...E poi, non una maga qualsiasi. Yuuko sarebbe riuscita a mettere in
imbarazzo chiunque, figuriamoci il suo povero commesso che andava nel panico
per tutto! Watanuki se la scrollò di dosso in fretta, riprendendo a
brontolare su varie ingiustizie della vita, tra le risate di lei e delle due
bimbette.
- Ti lascio lavorare, stai tranquillo.- disse infine lei, apprestandosi ad
uscire. – E non aver paura di tutti gli strani spiriti che vedi qui. Non
hanno cattive intenzioni, e tra...tre giorni, non li vedrai più.-
- Eh? Significa qualcosa, tutto questo?- domandò il ragazzo, decisamente
perplesso. Yuuko però era già sparita, come tutte le volte che le veniva
fatta una domanda interessante.
Quando varcò la soglia del negozio, il primo aprile, si sentiva tutto
sommato contento. Per quanto nessuno potrebbe desiderare di passare il
proprio compleanno lavorando, almeno non sarebbe stato solo. Non era il
compleanno che aveva sognato, ma a dire la verità era già un po’ che non
sognava proprio nulla, in quel giorno.
Entrò dunque con l’animo piuttosto bendisposto. Solo che...si trovò davanti
una Yuuko più iperattiva del solito, che gli annunciò (gridando ed
entusiasmandosi) che Watanuki avrebbe dovuto lavorare più del solito, perché
era il suo compleanno, ed era in programma un party al parco, con Himawari e
Doumeki, e quindi Watanuki si doveva sbrigare a preparare ogni cosa.
L’idea di dover lavorare come un matto per il suo compleanno gli fece
sfuggire – almeno per il momento – l’aspetto bello della cosa, e tra i
consueti strepiti e proteste il ragazzo dovette cedere all’ineluttabile
volere della sua datrice di lavoro. Partirono dal negozio a metà pomeriggio,
con una quantità di cibarie incredibile. Yuuko aveva uno dei suoi soliti
abiti megagalattici, e ovviamente non si sprecò ad aiutare il ragazzo a
portare la roba per il loro picnic. Il ragazzo rimase indietro, e quando
raggiunse il parco, gli invitati erano già tutti lì, seduti a terra, in
attesa del cameriere e del festeggiato che - potenza del mondo al contrario
di Yuuko – erano la stessa persona.
Ma c’era la dolce Himawari-chan, e questo lo compensava di ogni fatica. E
quell’insopportabile di Doumeki sembrava un po’ meno insopportabile del
solito, quindi, per quella sera, magari sarebbe riuscito a sopportarlo. Tra
una protesta e un complimento alla ragazza, Watanuki sistemò ogni cosa, e
quando finalmente si sedette anche lui, Yuuko dichiarò iniziato il party.
E lui fu colto da una sensazione strana, una sorta di vertigine di
malinconia e felicità. Non se l’aspettava e si ritrovò quel groviglio di
sentimenti, all’altezza del petto. Mentre i suoi ospiti si servivano, lui
rimase fermo per qualche minuto, a guardarli senza vederli veramente,
lasciandosi trascinare dai pensieri e dalle sensazioni.
Una cosa bella è sempre fonte di gioia, ma quando è l’ultima cosa che ti
aspetti...lo è ancora di più, no?
La sera scese, il cielo si fece scuro e una cascata di stelle si riversò su
di loro. E allora accadde il prodigio. Watanuki se ne accorse subito: quel
luogo non era più soltanto loro. Si stava lentamente riempiendo di altre
presenze: strane, misteriose, a volte un po’ inquietanti, ma mai nemiche.
C’erano spiriti ovunque: nelle ombre, dietro gli alberi di ciliegio fioriti,
ai bordi del parco. I più coraggiosi si spingevano vicino alla loro mensa, i
più timidi spiavano da lontano. Il ragazzo si guardò attorno, affascinato.
Alcuni li conosceva, altri non li aveva mai visti. Colse per un istante lo
sguardo del dolce Spirito Vestale, la sua amica che gli aveva procurato
tanti guai, ma che sembrava deliziata dall’essere lì. Le sorrise e lei
arrossì, abbassando gli occhi.
- Yuuko-san...- mormorò lui, spaesato. – Come mai sono tutti qui?-
- Hanno pagato un prezzo abbastanza elevato pur di poter partecipare a
questa festa. Era ovvio che sarebbero venuti.- commentò lei, come se fosse
una cosa ovvia.
- Eh?-
- Ci sono degli spiriti, qui?- domandò Himawari, per niente turbata.
- E’ pieno.- rispose Watanuki, ancora confuso.
- Proprio gli piaci.- disse Doumeki, riempiendo il piatto per la ventesima
volta almeno.
- Eh?- ripeté Watanuki, continuando a muovere gli occhi in tutte le
direzioni.
- Volevano venire a festeggiare il tuo compleanno, sciocco!- si degnò di
illuminarlo Yuuko.
- ...eh?-
- Scemo.- commentò Doumeki. Himawari rise a mezza voce. La maga invece rise
senza molto ritegno, e Mokona saltellò sulla testa del festeggiato.
- Gli spiriti sono amici di Watanuki!- spiegò la creaturina.
Il ragazzo si guardò attorno di nuovo. Le stelle risplendevano come non le
aveva mai viste. Era ancora freddo, ma il vento non era forte e la notte era
serena. Attorno a lui c’erano i suoi amici, c’era la donna diabolica ma
preziosa che gli aveva cambiato la vita, e poi...quella folla silenziosa,
spiriti per una volta non minacciosi, ma amici.
Ebbe un brivido, e la sensazione strana ed esaltante di essere importante,
almeno per quella sera.
- Sei una personalità, in molti mondi, Watanuki-kun.- commentò Yuuko. – A
parte questo, il giorno del proprio compleanno dovremmo sentirci sempre come
se fossimo al centro del mondo, no?-
- Ah. Ehm. Già.- balbettò lui, confuso.
- Watanuki-kun è veramente adorabile!- sospirò la maga. – Non capirà mai
quanto vale veramente, eh?-
- Non capirà mai!- si unì al rammarico Mokona.
E gli spiriti finalmente ruppero il silenzio imbarazzante, iniziando a
parlare, giocare, danzare e fare festa a modo loro. Il parco era pieno di
luci e di suoni, e Watanuki era sempre più confuso ed esaltato.
Anche se i suoni più belli rimanevano le voci e le risate delle persone
sedute lì accanto a lui.
- Non devo portarlo a casa?-
- No, per stanotte lo farò dormire nel negozio.-
- Watanuki non regge l’alcool!- canticchiò Mokona, saltellando sulla spalla
di Himawari, dove aveva trovato rifugio, e la ragazza rise. Erano davanti al
negozio della maga – o davanti ad un terreno vuoto, senza costruzioni, a
seconda dello sguardo che si posava lì. Doumeki aveva il festeggiato
caricato in spalla, addormentato.
- Grazie di essere venuti.- disse la maga. – Ora è tardi, tornate a casa. A
lui ci penso io.-
I ragazzi se ne andarono e la donna sparì, assieme a Mokona, reggendo il suo
commesso. Quando fu dentro, lo affidò alle cure di Maru e Moro, e si diresse
nelle stanze dove teneva tutti i pagamenti ricevuti, un luogo che le
conciliava spesso i pensieri. Posò lo sguardo su vari oggetti (tra cui i
curiosi e divertenti pagamenti che le avevano dato gli spiriti per poter
assistere alla festa), lasciò che i pensieri volassero in direzioni segrete.
Agli spiriti piaci proprio tanto. Loro riescono a sentire le variazioni
negli equilibri dei mondi. Loro sanno davvero riconoscere cos’è speciale. Tu
sei sempre così modesto, non riesci a concepire nemmeno il fatto che
qualcuno possa fare qualcosa di gratuito per te. Se sapessi quante cose di
questo mondo esistono solo per te... allora ti stupiresti davvero.
Note dell'autore
Scritta per
Fanfic 100
Tema: #91 Compleanno
Dedicata a Kinnara, perché è Watanuki, a Sakura-Watanuki, perché il primo
aprile ti meriti proprio una dedica, a Renki per incoraggiarla a continuare
a scrivere fics su Holic!^^
Buon compleanno, Watanuki! ^_^
Credits
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