
Tre marzo
di
Harriet
L’uomo si svegliò di soprassalto,
riscuotendosi sulla poltrona dove si era appisolato. Aveva lasciato la luce
accesa. Subito spostò gli occhi sull’orologio e il telefono, posti sul
tavolino lì accanto.
Le tre. La notte nel suo cuore più oscuro, e ancora nessuna notizia.
Sorrise. Sarebbero arrivate, doveva solo avere pazienza. E magari continuare
a dormire, non gli avrebbe fatto male.
Tornò ad appoggiarsi sullo schienale, chiudendo gli occhi e preparandosi a
scivolare nel sonno di nuovo.
Gli fu subito chiaro che non ci sarebbe riuscito.
C’era qualcosa nell’aria. Una vita passata a riconoscere certi segni, certe
presenze, ti rende attento e fa sì che raramente i tuoi sensi sbaglino.
Meglio agire per primo. Una vita di esperienza ti insegna anche questo.
- Chi sei?- chiese, gentile e guardingo.
Da principio, nessuna risposta. Poi, lentamente, l’aria attorno a lui iniziò
a cambiare, a farsi sempre più piena, e quella presenza sempre più certa.
Era come se le molecole spirituali dell’essere che era venuto a visitarlo si
stessero agglomerando, per comporre davanti a lui una figura. Finalmente
poté scoprire le sembianze dello spirito, immerso nella sua innaturale
luminescenza. Invisibile a tutti, tranne che a lui. Ma non c’erano altri che
lui, lì, e lo spirito era venuto solo per lui.
- Benvenuto.- disse l’uomo, facendo un inchino. O meglio, bentornato. A cosa
devo la tua presenza qui?-
Ad ogni parola dello spirito la sua luminescenza aumentava o diminuiva,
quasi seguisse l’intonazione delle parole che pronunciava.
- Sei venuto per questo?- L’uomo sorrise. – Oh, ma è davvero una cosa bella.
Ti ringrazio.-
Lo spirito doveva essere rimasto impressionato da quella gratitudine, perché
brillò più che mai. - Non prendermi in giro, però.- scherzò l’uomo. – Mi
chiedi se sono contento? Secondo te?-
No, lo spirito non voleva prenderlo in giro, era solo erudito nei modi della
conversazione, e faceva uso di graziosi artifici come le domande retoriche,
per introdurre gli argomenti. E sembrava voler continuare a girare attorno
al motivo della sua venuta.
- No, non ho altri nipoti, lui è il primo. Capisci che sono abbastanza
emozionato.-
Una risata gentile, scintillante. Allo spirito era piaciuta quella
confessione così spontanea.
- Vuoi sapere come lo chiameremo? Ancora non si sa. Mio figlio mi ha chiesto
di decidere il nome, magari illuminato da qualche presentimento...Chissà...forse
sei qui proprio per aiutarmi a sceglierlo, eh?-
Forse l’uomo ci aveva indovinato. Lo spirito rise, temporeggiò ancora un po’
e poi prese a parlare, scandendo bene le parole, a mezza voce, sempre
accompagnato dal bizzarro scintillare che cresceva e svaniva seguendo la
melodia della sua voce.
- Mi dici delle cose che potrebbero rivelarsi molto positive.- commentò
l’uomo, quando lo spirito gli ebbe comunicato un primo frammento di futuro.
Una vaga immagine, un’illuminazione sulla strada che avrebbe percorso il
bambino di cui aspettavano la nascita.
Poi lo spirito riprese a parlare, e questa volta la sua luce si mantenne
bassa bassa, come se stesse parlando a mezza voce di argomenti delicati.
- Oh, ma questo non è un problema.- lo rassicurò l’uomo. – Un’indole
complessa può rivelarsi un bene. Anzi, è così, il più delle volte. Tutto
dipende dalla sua storia, dalle persone che incontrerà, dalle scelte che
compirà...-
Lo spirito riprese a parlare, ma la sua luce non tornò a farsi splendente.
Anzi, per un attimo l’uomo temette che la creatura svanisse prima di
terminare il suo discorso. Ma l’ospite misterioso aveva un’ultima cosa da
comunicare al custode del tempio, amico delle creature invisibili. Un ultimo
brandello di visione delle cose che dovevano ancora venire. E questa volta
le sue parole tracciarono una linea di preoccupazione sulla fronte del suo
ascoltatore.
- Questa sarà la cosa più difficile. Nella lingua dell’anima “dono” e
“maledizione” sono sinonimi troppe volte. Se possiederà i poteri che tu mi
prospetti, dovrà imparare ad usarli. E io farò del mio meglio per aiutarlo.-
Lo spirito sembrò voler aggiungere qualcosa, ma si interruppe. La sua luce
ebbe uno scintillio improvviso, quasi disperato. Negò di aver mai avuto
qualcos’altro da dire. Preferì essere reticente che portatore di notizie
tristi, ma l’uomo intuì che c’era qualcosa di stonato.
- Non so cosa volessi dirmi, ma non te lo chiederò. Sei venuto a portarmi in
dono un presagio su mio nipote, e io lo devo prendere come un dono, senza
domandarti di più. E poi stanotte non ho voglia di preoccuparmi, voglio solo
essere felice. Giusto?-
Lo spirito brillò e sorrise, e ripeté l’ultima premonizione, come per
riportare un clima sereno e gioioso nella stanza. La sua luce aumentò a
dismisura, il suo interlocutore sembrò onorato di quelle parole.
Infine lo spirito si preparò a partire. I due si scambiarono un inchino e
qualche parola di saluto, poi l’uomo rimase solo.
Fissò a lungo il luogo dove era stato lo spirito, ripensando ad ognuna delle
sue parole.
Le sue caratteristiche saranno la calma, la forza e il silenzio. Sarà
difficile capirne i pensieri. Avrà poteri spirituali, che però dovranno
attendere il momento giusto per risvegliarsi.
Lo spirito gli aveva detto molte cose, ma rimanevano sempre possibilità,
inizi. Semi. Dipendeva da tante cose, cosa poi sarebbe germogliato davvero.
Quella notte sarebbe venuta al mondo una creatura con grandi possibilità,
grandi strade aperte davanti: ogni passo della sua vita avrebbe deciso se
della sua calma avrebbe fatto un vantaggio o un difetto, se la sua forza
sarebbe diventata violenza o protezione, se le sue scelte avrebbero portato
vita o morte. La sua storia avrebbe svelato il senso del suo silenzio. Gli
incontri lungo la via avrebbero decretato se il seme del suo potere,
dormiente, avrebbe trovato la primavera giusta per poter sbocciare.
Come sempre, l’Hitsuzen gettava i semi, ma il futuro veniva deciso dalle
scelte, dai sentimenti delle persone. Così doveva essere: difficile e
meraviglioso, come le vite degli esseri umani.
Un suono stridulo e inatteso lo strappò dai suoi pensieri, e lui ci mise
qualche istante per capire cosa fosse. Poi si rese conto che si trattava del
telefono. In un secondo raggiunse il tavolino, afferrò la cornetta e
rispose, concitato.
- Sì?-
- Papà? E’ nato! E sta bene, lui e sua mamma stanno bene!-
- Sia ringraziato il Cielo!-
- Sta aspettando un nome, però...-
L’uomo rimase in silenzio per qualche istante, richiamando alla mente ciò
che lo spirito gli aveva rivelato.
Calma e silenzio, eh? Che possano diventare la tua benedizione, allora.
Che nella calma tu sappia prendere la giusta decisione. Che tu divenga un
custode, silenzioso ma pronto ad accorrere. Che la tua forza diventi
protezione. Che il tuo potere dorma, e si prepari a sbocciare, quando
arriverà la sua primavera.
-
Shizuka. Chiamalo Shizuka.-
- Ha il suo significato, questo nome, vero?-
Non dipende da me. E’ lui che deve decidere di quale significato
riempirlo.
- Sì.-
Ma io voglio sperare per il meglio.
Owari
Note dell'autore
3 marzo 2007. Compleanno di Doumeki. Ma
anche anniversario speciale... Un anno fa il santo nonno Haruka mi ispirò,
spingendomi a commentare una storia (su Watanuki e Doumeki). L’autrice di
quella storia decise di non odiarmi per le cose sconclusionate scritte in
quella recensione. E da allora non è più riuscita a liberarsi di me!
...tra l’altro, io l’ho anche fatta diventare Doumeki...
Insomma, Haruka e Shizuka ci proteggono, evidentemente!XD
Insomma, questa storia è completamente dedicata a Wren. (In
particolare i semi. Un giorno ti passerò la prima versione della storia,
quella scritta a mano.XD)
Un grazie a chi segue le mie storie su Holic! (Melchan, Renki, Neko-chan,
Francesca Akira89, Eriol...e ovviamente Shu, Leryu, Kairi e tutti gli altri,
compresi coloro che leggono soltanto!^^)
...qualcuno coglie l'indizio (scemo e penoso, ok) che richiama all'arrivo di
Watanuki, in questa storia?XDDD (vi giuro che all'inizio non ho fatto
apposta!)
I’m at:
Dark Chest of Wonders
Credits
Tutte le storie qui contenute sono
© dei rispettivi autori, i ficwriters e le
CLAMP - che detengono i diritti dei personaggi delle storie anche ove non
segnalato esplicitamente-.
Archivio di
Sonoko,
layout designed by
Sonoko
(su modello di
Juuhachi Go)
Sito non a scopo di lucro.
Exquisite folly
©
Sonoko
- online dal 1 maggio 2007