Un bel modo di morire... sconosciuto
 

di AllieCoufield

 

“Umano” significa essere capace di vivere. Non esistere. Vivere.

“Umano” significa crescere. Non proseguire. Crescere.

“Umano” significa essere capace di amare.

 

“Umano” significa provare emozioni. Non sensazioni. Emozioni.

“Umano” significa renderle vere. Non reali. Vere.

“Umano” significa renderle speciali.

 

“Umano” come non mi sono mai sentito.

 

Io sono Sconosciuto*.


Se potessi esprimere un desiderio, sarebbe quello di essere umano.

Sarebbe quello di provare emozioni vere, di vivere amando e sentendomi amato, di sentire il cuore battere all’unisono con le gocce di pioggia.

Se potessi esprimere un desiderio, sarebbe questo.

Perché io non sono umano. Io sono Sconosciuto.


Essere umano, significa vivere ogni giorno, ogni secondo, ogni istante della vita consapevolmente, sentendosi coscienti di se stessi come io lo sono di non essere vero. Di non essere umano perché non sono mai nato.

Essere umano significa avere un nome. Perché un nome è come il colore degli occhi: è unico e cambia a seconda di chi lo porta. Un nome è unico, se appartiene a una persona…e le persone sono uniche…e speciali…

Io sono un nome dato per compassione.

Un nome che mi è stato dato perché il mio viso è un viso umano. E un viso umano senza nome è come un essere umano senz’anima.

Ma è un nome dato per compassione.

È un nome crudele, perché il mio nome è Sconosciuto.

È il nome di un niente, è il nome di un granello di polvere in mezzo alla confusione dell’esistenza.

Il mio nome è Sconosciuto.

Ma sarebbe bastato anche un  numero.

Essere umano significa…essere qualcosa di più di un numero. Essere qualcosa che danza con il vento nella sua piccola vita che ai miei occhi è immensa.

E come la vorrei, anche solo per una volta. Anche solo per un attimo.

 


“Umano” significa essere più di un numero.

Quando mi guardi, so che per te io sono vivo. So che se leggessi il mio nome, per te non sarebbe soltanto un suono, non sarebbe solo una parola, ma sarebbe il mio nome. E sarebbe speciale al solo esser scritto perché appartiene a me.
Nessuno mi ha mai guardato come mi guardi tu. Mi fai sentire come il vento stesso che soffia sul mio viso, come la luce stessa del sole, come le gocce di pioggia, mi fai sentire come ogni momento, ogni istante che hai vissuto, come ogni lacrima che hai versato, come ogni gioia che hai provato, come ogni sorriso che mi hai donato. 

Calore…calore in fondo al cuore se solo penso a te. È come il primo respiro di vita, come il mio sorriso, come il primo pianto.

È come il primo raggio di sole.

È piacevole questo calore in fondo al cuore. Mi fa sentire come il vento. Libero.

Come dovrebbe sentirsi il vento…felice.

Una parola che solo ora ha per me un valore.

Io sono felice, perché ti ho incontrato e mi hai guardato.

Mi hai guardato.

Ma nello stesso momento, il cuore mi scoppia e mi duole, il petto mi si lacera e il mio respiro si ferma, se solo penso a te. I miei occhi pizzicano e gocce di pioggia scendono dai miei occhi, se solo penso a te. Mi sento come il cielo durante un acquazzone, perché anche dai miei occhi scendono gocce di pioggia e anche il mio cuore è cupo come il cielo nuvoloso.

Sei la mia giornata di sole e il mio temporale.

Perché? Perché questa tristezza mista alla felicità? Perché mi sento come diviso in due?

Io non so cosa siano i sentimenti, non so cosa siano la gioia e il dolore, non so cosa significhi amare.

Ma se tu dovessi morire, sono certo che il dolore al petto sarebbe troppo grande. Sarebbe notte nella mia testa, perché nessuno più mi guarderebbe come mi guardi tu. Come si guarda una persona.

Ma non una persona qualunque.

Una persona speciale.

“Questo tuo dubitare significa essere umano”

“Tu, Nataku, sei umano”

Allora…

…”umano”…

…significa questo?

“Umano” significa provare amore e odio, provare gioia e dolore e provarli insieme?

Significa soffrire perché per la felicità c’è un prezzo?

Io sono felice, se penso a te.

Ma il pensiero di te mi fa soffrire perché so che, un giorno, non ci sarai più.

Perché essere umani significa vivere. Ma significa anche morire.

Io…sono umano?

Lo sono perché amo e soffro? Perché ora so cosa significa “felicità”?

Io desidero essere umano…io desidero essere Kazuki.

Essere umano come te.

 

“Umano” significa vivere. Non esistere. Vivere.
 
Vivere e morire.

Sì, “umano” significa morire.

 

Allora, se essere umano significa questo, voglio esserlo per te.

Voglio essere umano. Come lo sei tu.

Io voglio morire, se ciò significa essere “umano”.

 

Il mio desiderio è essere umano.

Ma l’essere umano, prima o poi, deve morire.

Allora, ho un altro desiderio.

 

Morire… per mano di colui che mi ha dato la vita…e morire per colei che me l’ha restituita.

 

Perché morire dobbiamo.

 

Allora desidero scegliere il miglior modo di morire.

 

Per essere felice.

 

Non mi importa del domani.
Non mi importa di cosa farò, ora che sono umano.
Mi importa solo di essere felice.

 

Felice perché mio padre mi donerà ciò che ora mi manca.

Felice perché mi donerà ciò che mi renderà umano.

Felice perché sarà dolce morire per mano sua.

Felice di morire per salvare la vita di colei che io amo.

Sarò felice di morire… amando…

 

Morire per amore, è un bel modo di morire.

 


Kazuki

 

“La vita dovrebbe essere sacra. Non si può uccidere un essere umano. Ma se è così, perché si perde di vista la cosa più importante?”

 

  |

 

 

Credits

Tutte le storie qui contenute sono © dei rispettivi autori, i ficwriters e le CLAMP - che detengono i diritti dei personaggi delle storie anche ove non segnalato esplicitamente-.
Archivio di
Sonoko,
layout designed by Sonoko (su modello di Juuhachi Go)
Sito non a scopo di lucro.
Exquisite folly
© Sonoko - online dal 1 maggio 2007