Phantasma

Premessa
 

di Michiru

 

Il progetto più ambizioso e assurdo che io abbia messo in essere finora, la storia che ho amato e detestato di più: probabilmente la colpa è stata mia, non avrei dovuto farla leggere a nessuno prima di averla conclusa... in questo modo, ho avuto dubbi e incertezze per tutta la stesura, e questo è venuto a discapito di un finale che, forse davvero orrido o incomprensibile come ho dedotto dalle reazioni di chi l'ha letto in anteprima, ha la sola vera pecca di non esser stato scritto in modo adeguato da me. A parte questo, sto seriamente meditando, alla pubblicazione di questa premessa e del primo capitolo, di scrivere un secondo finale alternativo, in modo che possiate scegliere quello più coerente con la storia.
Ma torniamo alla nascita di "Phantasma" ^^
La colpa è di Juuhachi e della folle scommessa che mi propose un giorno, ovvero una fanfiction nella quale Seishiro e Subaru fossero fratelli: sì, avete capito bene. E, a dimostrare quanto io sia priva di ritegno, non mi sono limitata ad ascoltare una simile proposta, ma le ho persino dato corpo nei venti brevissimi capitoli che troverete qui, un pò alla volta, giusto il tempo per ricontrollarla (ancora, come mi è stato fatto notare) un'ultima volta, probabilmente solo per farmi una ragione dell'averla scritta sul serio.
E' stata una storia difficile, per il tema e per l'ambientazione, e temo che lo sarà anche per coloro che si accingeranno alla lettura, ma non ho saputo fare diversamente: questa storia è "nata" nella mia mente nelle vesti dell'epoca Heian (periodo della storia Giapponese che va dal 794 al 1185, durante il quale la capitale fu Kyoto, all'epoca denominata appunto Heian) e non avrei saputo farla funzionare in nessun altro luogo, in nessun altro tempo. Sto preparando una prefazione definitiva che sia in grado di offrire un quadro generale del periodo storico ma soprattutto culturale e sociale che permetta a tutti di comprenderlo, almeno per sommi capi, oltre ad una serie di note disseminate qua e là nei capitoli.
Con la speranza di non esser stata pedante o di aver mirato ad un obbiettivo troppo alto per le mie capacità, vi auguro buona lettura ^^

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Innanzitutto, un breve inquadramento storico ^^

L’epoca Heian va dal 794 al 1185 d.C. e prende il nome dall’allora capitale Heian, la moderna Kyoto; fu probabilmente uno dei periodi più splendenti della cultura giapponese, in cui ci fu un particolare fiorire della letteratura. In quel tempo la lingua dotta era il cinese, mentre il giapponese veniva relegato ad un uso di tipo più basso (era la lingua familiare e l’unica conosciuta dalle donne e dai servitori), un po’ come accadde da noi nel Medioevo con il latino (lingua colta, usata per comporre e scrivere testi di valore letterario o di ampia diffusione) ed il volgare (lingua quotidiana considerata di nessun valore culturale).

Ecco dunque che, accanto a produzioni letterarie “colte” scritte in cinese da uomini (soprattutto raccolte di poesie), si affiancarono testi ritenuti di nessun valore, ma che sono stati riscoperti come preziosi solo in epoca successiva: diari e racconti scritti in giapponese dalle dame di corte dell’epoca. Alle donne, infatti, non veniva permesso di studiare il cinese, ma quelle che appartenevano ad un ceto elevato venivano comunque istruite alla calligrafia (considerata, allora come oggi, un’arte alla stregua della pittura e della scrittura): possediamo diversi diari o semplici annotazioni di queste dame di corte (cioè donne della bassa o media borghesia alle quali era affidato il compito di svolgere alcune mansioni all’interno del palazzo imperiale (ad esempio occuparsi del cambio di stagione degli abiti dell’imperatore). Tra questi testi i più famosi sono sicuramente “I racconti del guanciale” di Sei Shonagon e il lungo romanzo “Genji Monogatari” di Murasaki Shikibu: ecco, si può dire che la mia fanfiction sia il frutto, in un certo senso, dell’incredibile fascino che quest’ultimo ha esercitato su di me.

La trama del "Genji Monogatari" si compone di cinquantaquattro capitoli, ma solo i primi quarantuno narrano le vicende di Hikari Genji (“Genji lo splendente”), mentre quelli che vanno dal quarantaduesimo al cinquantaquattresimo (i cosiddetti “Capitoli di Uji”) si incentrano sulle vicende di Niou (discendente di Genji) e del suo amico Kaoru.

Murasaki Shikibu è riuscita a restituire in modo perfetto l’esistenza a corte dell’epoca Heian: le abitudini, le usanze, i dettami della società e della cultura dell’epoca, infilando tra queste maglie dei personaggi affascinanti.

Mi sono basata su quanto narrato da lei per abbozzare l’ambientazione di “Phantasma” (non riuscendo neppure alla lontana a tratteggiare un quadro simile al suo, purtroppo), ma, per coloro che non avessero mai letto il “Genji monogatari” (che comunque consiglio ed è di facile reperimento, visto che è da poco uscita una nuova edizione per la Einaudi ^^ Consiglio anche il manga che la meravigliosa Waki Yamato ha tratto da quest'opera: potete trovarne le scansioni tradotte in italiano sullo Shoujo Manga Outline, cercate tra i miei link ^^) e non conoscessero nulla sull'epoca Heian, cercherò di riassumere i punti fondamentali utili alla comprensione della mia storia.

 

Uomini e donne

Come in quasi tutte le società antiche, le donne dell’epoca Heian non avevano un ruolo all’interno della vita politica, e la loro esistenza era quindi relegata alla vita domestica. Nei vari palazzi delle dimore aristocratiche c’erano (un po’ come nell’antica Grecia) delle sale adibite a loro soltanto (gli “appartamenti delle donne”) dove, solitamente, viveva la sposa del signore assieme alle sue dame; gli uomini risiedevano in un’altra parte della casa, e l’unico uomo ammesso alle stanze delle donne era il marito della dama, che accedeva alla sua stanza di notte, per poi andarsene all’alba, prima che le altre donne si svegliassero.

I bambini, di solito, abitavano negli appartamenti delle donne sino ai dieci anni (da quanto ho capito, ma potrei sbagliare, chiedo venia ><), poi i maschi passavano all’ala maschile della casa e le femmine restavano con la madre e le sue dame sino al momento in cui lasciavano la casa paterna per sposarsi.

 

Abitazioni

Pur avendone visitate alcune dal vivo, non saprei proprio come descrivere una dimora tradizionale in modo non caotico, perciò copincollo qui la piantina di un palazzo ancora esistente a Kyoto (la scansione è presa da un libro tedesco inviatomi da una compagna di viaggio ^^)

Come potete vedere, non si tratta di un blocco unico (com’erano una volta le residenze aristocratiche da noi), ma di una serie di edifici collegati tra loro che si snodavano a mo’ di serpente.

Questo consentiva che la dimora fosse letteralmente immersa nei giardini, luogo in cui si svolgevano ricevimenti durante ogni stagione dell’anno; ce n’erano “a tema”, dislocati nelle varie parti della casa, in modo che, in ogni stagione, ci fosse un giardino intonato al periodo: ad esempio, nei giardini primaverili erano prediletti gli alberi di ciliegio (per via della loro fioritura), in quelli autunnali gli aceri (che, durante la stagione autunnale, diventano rossi), e così via.

Ecco spiegato perché, nella fanfiction, troverete tante parole spese su di essi ^^;

 

Abbigliamento

Anche qui le immagini rendono più delle parole, penso ^^; Spesso però, soprattutto negli abbigliamenti maschili, ho reinterpretato gli abiti a modo mio, cercando di restare coerente con l’attenzione maniacale, tipica del periodo Heian, per la cura dell’abbigliamento

    

    

(foto prese da The Costume Museum - The Rebirth of The Tale of Genji)

 

...siete ancora lì? ^^;;

Spero di non avervi annoiato troppo e di avervi chiarito un pò le idee... Adesso vi lascio finalmente alla fanfiction, buona lettura!

 

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Credits

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