
The three of us
di
Wren
La principessa è
stanca.
Non è per ciò che ha affrontato, non sono le ferite,
nè il subdolo torpore che la affligge da
quando ha perso i suoi ricordi.
E' stanca di vedere le persone che ama
ferirsi a causa sua. E' stanca essere la causa di tutto, senza avere
modo di fare alcunchè per
sè stessa. Se
solo fosse più forte, non sarebbero i suoi amici a dover sobbarcarsi
la fatica e la sofferenza della ricerca.
Da che si è svegliata senza memoria, non ha potuto far nulla. E'
sempre stata la piccola bambina da proteggere, da salvare e da tener
lontano da ogni male.
Inutile.
Nessuno sembrava volersene accorgere. Era
grata ai suoi difensiori che facevano
ogni cosa per lei, ma la loro iperprotettività
finiva per ferirla.
Non c'era nulla di veramente utile che lei potesse fare e nessuno la
rimproverava mai per questo.
La faceva sentire così inutile.
Ogni volta che qualcosa di importante
accadeva, o lei non c'era o dormiva.
Ora basta, non poteva più permettere di essere lasciata in disparte.
Non dopo quello che era accaduto.
Il guerriero l'aveva capita e l'aveva lasciata andare, e di questo
la principessa gli sarebbe stata grata
per sempre. Al di là dei giochi e degli
scherzi, il guerriero era un vero padre.
Si era ferita e si era sporcata. Aveva ucciso.
Era finito il tempo in cui poteva permettersi di essere la bambina
candida piena solo di buone intenzioni.
Ora era il turno della principessa di combattere per le persone che
amava.
Il mago si sente dilaniato.
Ha desiderato per lunghi anni di non essere più solo, ed ora che è
stato esaudito, ha paura.
Teme l'intensità quasi soffocante con cui quei legami l'hanno
avvolto.
Tanto amore lo terrorizza
perchè pensa non essere adeguato.
NOn ha mai ricevuto manifestazioni
d'affetto tanto incondizionato, non sa come reagire
davnti a tale dimostrazioni e non sa
come poterli accettare senza che il cuore gli esploda.
Davanti all'amore profondo del guerriero e della principessa si
chiede come si possa amare tanto qualcuno come
lui. Qualcuno che persino in quel momento dubita
che sarebbe in grado di fare altrettanto per loro.
Essere amati fa paura. Una paura che scuote
l'esistenza.
Mette davanti alla propria inettitudine, ci rinfaccia la sensazione
di essere piccoli ed inutili di fronte
all'amore sincero degli altri.
Lui vuole ricambiare, ma non sa come. Vorrebbe dire qualcosa ma le
parole i sono fatte cenere in gola.
Ricevere amora è scomodo per chi, come
lui, è sempre stato solo.
E' così facile piangersi addosso per la propria solitudine piuttosto
che assumersi l'impegno di essere
meritevole dell'affetto ricevuto.
I legami creano responsabilità pesanti come catene e le
responsabilità fanno paura se non ci si ritiene abbastanza forti
per sopportarne le conseguenze.
Il mago ha l'animo sconquassato dalla paura.
Gli tremano le mani, gli trema il
respiro.
Gli tremano le lacrime tietro all'occhio
che gli è rimasto.
Abbraccia il corpo inerme della principessa e sente sulle spalle lo
sguardo vigile del guerriero.
"Farò qualunque cosa
perchè lui si salvi..." "Sono felice che ti sia vivo..."
Nessuno gli ha mai insegnato ad aprire il proprio cuore all'amore
degli altri ed a rispondere con un semplice grazie, con un sorriso
soltanto.
Ancora non si rende conto che le persone a cui lui è caro non
desiderano altro che questo.
Il guerriero osserva la scena e sa di aver giocato sporco.
E' ferito perchè le sue parole e le sue
azioni non sono bastate a cambiare almeno un pochino un cuore malato
di solitudine.
Anche per questo ha lasciato andare la
principessa.
Capiva quanto la frustrazione di non aver potuto far nulla
bruciasse, lo capiva fin troppo bene.
Aveva visto gli occhi della bambina molto più
maturi, tanto da rendersi conto di non poterla più chiamare bambina.
Più di tutto però sapeva che lei avrebbe potuto aprire la porta che
per lui era rimasta chiusa.
Tutto quello che voleva era tenere insieme i cocci malmessi di ciò
che era diventata la sua nuova famiglia.
Il guerriero guarda la principessa e il mago abbracciati e sente il
cuore che gli si stringe, perchè le due
persone care che gli sono rimaste sono ferite, e lui può farci poco
o nulla.
Può solo ingoiare la rabbia e la frustrazione,
perchè è lui che deve essere forte per loro.
Sente alle sue spalle il sè stesso del
passato fissarlo stupito per quanto sia cambiato.
Chissà... se tornasse quello di un tempo, si
sedesse in un angolo e professasse a gran voce il non volersi
impicciare dei fatti altrui, forse starebbe meglio.
Ma sono discorsi inutili,
perchè ormai non lo farebbe più.
Il guerriero del passato si scioglie sotto la pioggia acida,
lasciando l'uomo nuovo a vegliare sulle persone che ama.
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