Issho ni

 

di Harriet

 

Pensava che la festa fosse una delle manifestazioni più belle, più vere dell’animo umano. Nella sua mente non c’era altro pensiero, mentre osservava le luci che decoravano la piccola città, le fiaccole accese lungo la via principale, i colori delle vesti e la cura con cui tutti gli abitanti, dal più grande al più piccolo, avevano indossato gli ornamenti migliori. La musica, prima vivace, poi dolce, malinconica, e poi nuovamente gioiosa, si diffondeva ovunque, e arrivava diritta al centro del cuore.
Avevano ritrovato un’altra piuma. Si era fermata sul fondo di un fiume, stravolgendo l’equilibrio naturale del piccolo paese. Il loro intervento aveva liberato la popolazione da siccità e fame, e adesso tutti avevano solo voglia di festeggiare. Alle preoccupazioni penseremo domani, questa è notte di gioia.
Shaoran continuò a guardare la festa, rapito. Avevano danzato anche loro, i viaggiatori miracolosi, tra quella folla festante, e avevano goduto delle luci e dei sorrisi. Ad un certo punto però la principessa si era ritirata, sparendo nelle ombre, e lui l’aveva seguita, preoccupato.
Non c’era da preoccuparsi. La principessa aveva sorriso, e lui aveva capito immediatamente quel che voleva dirgli: va tutto bene, sono solo stanca. Così si era seduto anche lui sulla piccola panchina di pietra dove Sakura aveva trovato accoglienza. Da quel luogo potevano vedere la festa e riposarsi. Il respiro calmo di lei così vicino gli faceva venire i brividi dalla gioia. Scandiva il ritmo del mondo. L’universo intero e tutti gli esseri viventi, a partire dai pianeti e le stelle per giungere al più piccolo bambino di quella città, si muovevano guidati dal respiro lieve di Sakura.
Ecco, il tempo poteva anche morire, cristallizzarsi in eterno. Lui aveva già raggiunto la perfezione di tutte le cose.

*

- Quanto tempo avranno intenzione di ballare ancora?-
- Oh, Kuro-rin non apprezza le feste! Non va bene!-
- E smettila una buona volta di dire idiozie! E’ solo che domani dovremo ripartire per essere scaraventati chissà dove, e se non ci riposiamo un po’ sarà un problema!-
- Aaaah, Kuro-chan ha bisogno di dormire, come i bambini, eh? Che tenero!-
- Ora ti uccido, questa volta hai passato il segno!-
Il solito inseguimento che aveva luogo almeno quattro volte al giorno. Fay si fece rincorrere finché la rabbia del ninja fu sbollita, e poi si sedette di nuovo sulla sedia scolpita in pietra che lo aveva ospitato prima. I due si erano allontanati dalla festa, Kurogane per un certo fastidio a cui poi aveva dato il nome di immensa stanchezza fisica (non l’avrebbe mai ammesso, chiaramente), Fay perché si era preoccupato dell’improvvisa sparizione del ninja. Si erano fermati in un giardino poco distante dalla piazza centrale del paese, da dove proveniva la musica. Doveva essere una specie di parco: c’erano siepi curate e alberi carichi di fiori. C’erano meravigliosi tavolinetti e sedie di pietra, e una piccola fontana che aveva ripreso a buttare acqua dal momento in cui i viaggiatori avevano ripreso la piuma di Sakura.
- Ah, mi piacciono questi momenti in cui tutti sono almeno un po’ felici!- esclamò il mago all’improvviso, alzando gli occhi verso il cielo e fissando chissà cosa oltre le stelle.-
- E questo cosa vorrebbe dire?- borbottò l’altro, fermandosi a metà di uno sbadiglio.
- Niente più di quel che ho detto. Mi piace quando sono tutti felici. Anche se è per una sera soltanto. Anche se questa felicità non cancella il dolore profondo.-
Odiava quelle uscite improvvise, con tutto se stesso.
Le odiava perché erano assolutamente false, ma il dannato mago era bravo a farle sembrare vere.
- Beh, ma se dici così, sembra che tutta questa felicità sia solo una maschera e un’illusione.-
Era un po’ come distruggere il giocattolo di un bambino, dirgli una cosa simile, ma le parole uscirono dalla sua bocca con lo stesso impeto delle acque del fiume che avevano salvato.
- Sì, alla fine sì.-
Le acque avevano fatto il loro devastante effetto.

*

La musica cambiò, e assunse delle connotazioni diverse, più cupe, più tristi. Shaoran ebbe un brivido improvviso. Chi poteva suonare una musica come quella ad una festa?
E il respiro regolare di Sakura si spezzò. La ragazza trasalì, come colpita da un’intuizione improvvisa. Shaoran si voltò verso di lei, con gli occhi colmi di affettuosa preoccupazione, e incontrò uno sguardo malinconico e confuso.
- Qualcosa non va, hime?-
- Come mai una musica simile, in un momento di festa?- domandò lei, sforzandosi di sorridere di nuovo.
- Me lo chiedevo anch’io. E’ davvero...molto triste.-
- Sembra quasi che voglia ricordare a tutti che la festa finirà e che domani le cose non saranno più così luminose e serene.-
Oh, perché il loro viaggio doveva sempre essere accompagnato da parole simili? Il ragazzo le fece cenno di sì, anche se avrebbe voluto negare, portare via l’espressione malinconica dal suo viso, restaurare la gioia infantile e dolce di poco prima.
Ma ormai l’incantesimo della musica aveva iniziato ad agire.

*

Il silenzio che si era creato tra i due era già abbastanza odioso, e ora ci si metteva anche quella maledettissima musica! Era una situazione insostenibile.
Oh, maledetto quel mago idiota con le sue uscite insensate!
Kurogane cercò di non pensare che in realtà la confusione l’aveva creata lui, con quella frase sulla felicità illusoria, e si sfogò mentalmente, chiamando il mago con tutti i titoli che gli venivano in mente. Insomma, per una sera, non poteva cercare di essere una persona normale e comportarsi come tale?
- Forse non arriveremo mai dove vogliamo.-
Ecco un’altra frase da ricordare. Maledetto idiota!
- Cosa vorresti dire?-
- Forse è vero, la felicità di questi momenti ci serve per illudersi che arriveremo da qualche parte. Ma non è così. Non si arriva alla meta solo inseguendo un desiderio.-
- Ma di cosa parli? Meta, desiderio?-
Fay si voltò verso il ninja e gli rivolse il suo sguardo più tipico: il velo di un sorriso sulle labbra e gli occhi irrimediabilmente tristi.
- Stanotte ti illudi che tutto vada bene, ma potresti non ritornare mai più a casa, al tuo mondo, e il dolore di questo pensiero non ti lascerà mai.-
Un’espressione di rabbia e stupore distorse i lineamenti di Kurogane. Fulmineamente mosse la mano e afferrò il braccio dell’altro, stringendo forte, tentato dall’idea di gettarlo a terra, di fargli pagare quelle parole impertinenti. Ma si fermò lì, fissandolo con un misto indefinibile di disprezzo, odio e...qualcos’altro.
- Tu che ne sai del mio dolore o dei miei desideri?- sibilò.
Fay abbassò gli occhi e non disse altro.

*

- Però tutte lacrime del mondo non potranno cancellare un singolo istante di questa festa.-
La malinconia della musica non accennò a diminuire, ma per Shaoran non esisteva più. Le ultime parole di Sakura lo colsero all’improvviso, lo costrinsero a sorridere.
- Sì, avete ragione, hime.-
- Credo che per un momento come questo accetterei di vivere mille momenti difficili.-
Rimasero ancora per un po’ in silenzio. Non riuscivano mai a parlare a lungo, c’era qualcosa che ancora li separava, una sorta di barriera creata dal timore che ognuno dei due aveva di violare lo spazio dell’altro. Il rispetto che lui aveva sempre avuto per la principessa si mescolava alla sensazione che adesso Sakura fosse ancora meno sua, se mai era stata sua. Sakura stava ricostruendo i suoi ricordi senza di lui. Accorciare troppo le distanze sarebbe stato come voler a tutti i costi entrare nel mondo di lei, e lui...l’amava, semplicemente, e nel suo amore non avrebbe mai fatto un passo di troppo.
Così accettava le parole e il silenzio che lei donava, senza chiedere di più.
- Shaoran-kun...Pensavo che per quanto stia riacquistando i miei ricordi, non mi sento completa.-
L’espressione di lui si incupì, e tutta la sua attenzione si concentrò su di lei e sul suo viso mentre gli rivelava quel segreto.
- Perché dite così?-
- C’è sempre qualcosa che mi sfugge. Non so cos’è...un nome, un volto, forse. Mi guardo, cerco di ricostruire la mia immagine, l’immagine della mia anima, ma non ci sono tutti i pezzi, e mi sembra di crollare, ogni volta! Shaoran-kun...se sto ritrovando i miei ricordi, ma mi manca una cosa così importante, posso davvero...sapere chi sono?-
Una cosa importante?

*

- Scusami. Come al solito hai ragione.-
La voce quieta del mago ammise la sua sconfitta, ancora una volta. Quell’uomo sembrava essere fatto solo di rassegnazione e rimpianto.
- Mettiti bene in testa che io a casa ci tornerò.- disse il ninja, confuso e turbato. – E mettiti in testa anche un’altra cosa. Tutti questi discorsi sulla felicità illusoria sono solo idiozie. Se tutta la felicità fosse falsa, beh, tanto varrebbe non venire nemmeno al mondo. Sono discorsi ingiusti nei confronti di chi combatte per questa felicità. Come il ragazzo, che sta portando avanti questo viaggio sapendo che alla fine probabilmente sarà l’unico che avrà perso qualcosa, qualcosa di importante. Eppure non si ferma, e riesce ad essere felice.-
Fay continuava a tenere gli occhi bassi. Il ninja si stava veramente infuriando.
- Queste storie sulla felicità illusoria...sono i discorsi che fa la gente come te, che non ha il coraggio di venire fuori dai propri guai. Ed è una cosa che io odio dal profondo del mio cuore, te l’ho detto mille volte.-
- Sì, me l’hai detto mille volte. E lo sai che io non ti ascolto mai. Allora perché continui a dirmelo?-
Se non altro, una buona domanda.
- Perché...-
Kurogane si avvicinò di qualche passo all’altro ed aspettò che sollevasse il viso per guardarlo diritto negli occhi.
- Perché non ti meriti di vivere così.- rispose, calmo. – Così, come se stessi vagando senza meta e senza desideri.-

*

Non poteva tollerare tutta quella tristezza. Infranse la sua regola rigorosa di distanza rispettosa, e afferrò le mani della ragazza tra le sue.
- Non vi fate sconfiggere da questo pensiero, hime...Se la cosa che avete perduto era tanto bella, forse, in qualche modo, è ancora in voi. E’ ancora con voi!-
Il ricordo che avete perso, hime, è sempre con voi.
Perché non è un ricordo.

- Shaoran-kun, tu non mi lascerai, vero?-
Il ragazzo spalancò gli occhi per la sorpresa, e rimase senza parole.
- Perché ho come la sensazione che se ci sei anche tu, riuscirò a ritrovare quel che mi manca, prima o poi.-
Se potessi....
Se potessi ve lo griderei, lo griderei al mondo, che non l’avete mai perso...

- Lo sapete. Non potrei fare altro.-
Lei allungò una mano e gli sfiorò il viso.
- Scusami, mi sono lasciata trascinare dalla malinconia. E’ stata colpa di quella musica. Sono sicura che alla fine tutto andrà nel modo migliore.-
- Lo spero, hime.-
- Andrà bene. Perché siamo insieme. A volte penso che, se anche non riuscissi a ritrovare tutti i ricordi, avrei sempre con me ogni momento di questo viaggio. I volti, i nomi...-
C’era ancora una parola nel cuore della principessa, ma non la pronunciò. Con un misto di speranza e dolce presunzione, Shaoran intuì che riguardava lui. E gli bastò, come sempre.

*

La musica stava svanendo, per fortuna. Ancora un po’ e sarebbe andato in piazza, a uccidere un paio di suonatori.
- Io non ho davvero mete o desideri.-
Le sciocchezze del mago interruppero quell’attimo di sollievo.
- Cosa?-
- Sto fuggendo. L’unica meta che ho è...di non averne. Questo lo sai.-
- Ma non dirmi che sei contento così.-
- Non posso vivere in altro modo.-
- Invece sì. Sai, la tua meta non deve essere per forza un luogo. Una meta è soltanto...Il momento in cui tutte le cose stanno al giusto posto.-
- Io non saprei da dove cominciare, per mettere tutte le cose al posto giusto.-
- Ci puoi sempre provare.-
L’unico posto dove le cose per me stanno al posto giusto è qui insieme a voi, ma non posso trattenervi con me, in viaggio per sempre. La principessa deve ritrovare i suoi ricordi e il suo cuore completo. Lei e Shaoran hanno una casa e un futuro. E tu devi tornare a casa. C’è la tua principessa lì, perché non sei solo tu che desideri tornare da lei, ma è anche lei che ti sta aspettando. Non ti ha esiliato per sempre.
Non vi posso tenere con me.
Solo che...

- Ehi, Kuro-chan?-
- Che vuoi?-
- Non...non mi lascerete a vagare da solo per i mondi per sempre, vero?-
- Cos...Ma sei impazzito? Pensi che lascerei una simile seccatura girare indisturbata da un mondo all’altro? Non sono così menefreghista. Ci tengo, alla pace dei mondi!-
- Oooooh, Kuro-pon, sei cattivo!-
- E tu sei un idiota!-
E la storia si ripete, i pezzi sono tornati al loro posto, ma forse questa volta un po’ di serenità vera è scivolata a medicare ferite che sono lì da troppo tempo.

*

- Andiamo a dormire, hime? Domani dobbiamo ripartire.-
- Sì. Domani ringrazieremo questa gente per la loro accoglienza.-
- Saranno loro che vorranno ringraziare voi, hime. Grazie al nostro arrivo i loro problemi con il fiume sono stati risolti.-
- E grazie alla loro festa forse ho risolto qualcosa anch’io.-
Lei prese a camminare nel buio, dirigendosi verso il loro alloggio, e lui la seguì, domandandosi cosa volesse dire quell’ultima frase. E godendosi la sensazione meravigliosa che significasse qualcosa di molto, molto buono.

 

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Note dell'autore

Da leggersi con sottofondo melodico e stucchevole. E’ mielosa, ma è uscita così. Volevo omaggiare i bellissimi personaggi di questo manga, e i momenti malinconici che nel manga mi piacciono tanto. Shaoran e Sakura, in Tsubasa, sono una coppia assolutamente splendida. Invece Kurogane e Fay sono due personaggi favolosi e molto interessanti, e arriverei al punto di dare il mio occhio destro alla Ohkawa perché me li salvi...
Grazie se avete letto!
yumemi@hotmail.it
Dark Chest of Wonders

 

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