
Clamp Alternative Detectives - Saving Ohkawa Sensei
di Harriet
I –
- Miss, secondo te che ci facciamo qui?- domandò Sorata rivolto alla bella Arashi, mentre passeggiava nervosamente per la sala d’attesa della grande Villa Clamp.
- Le nostre autrici ci hanno convocati qui per chiederci un favore. Ma non so immaginare di che si tratti.-
Volse gli occhi sugli altri invitati. C’erano Kamui, Yuzuriha, Kusanagi, Aoki, Karen Subaru.
- Ve lo spieghiamo subito.- disse all’improvviso una voce ben nota. Una porta si aprì, e comparve Mokona Apapa, la disegnatrice del quartetto, con un’aria piuttosto preoccupata. – Nanase Ohkawa, la vostra creatrice e nostra sceneggiatrice è scomparsa. E’ tutto il giorno che non la troviamo, abbiamo già avvertito la polizia.-
- Ma…- iniziò Karen, preoccupata – Noi cosa possiamo fare?-
- Voi sapete del nostro lavoro…- spiegò la sensei -…i nostri contatti con il mondo…un po’ particolare…della carta…Ecco, abbiamo deciso di chiedervi aiuto. Temiamo che le sia successo qualcosa a causa di un personaggio che vuole farle del male, o che magari desidera che la sua storia non venga mai terminata! Vi prego, aiutateci…Abbiamo già spedito il gruppo di Lawful Drugstore, lo sapete che Saiga è esperto nel trovare le persone, ma non abbiamo ancora notizie!-
- Cavoli, è un bel problema, eh?- osservò Sorata. – Va bene, io e la miss prendiamo la mia auto e perlustriamo una parte della città!-
- Cosa? Io non vengo certo con te!- esclamò lei, per mantenere la sua immagine di bella e gelida davanti a tutti. In realtà pensava che sarebbe stata una ricerca alquanto interessante.
- Andiamo immediatamente!- disse Kusanagi. – Ho delle biciclette giù, possiamo partire subito.-
- Biciclette? Speri di trovarla andando in giro in bici?- domandò Sorata, perplesso.
- COSA? Pretendi forse che usi un’auto, un mezzo spregevole che inquina l’atmosfera e soffoca le povere piantine? Sei un individuo senza un briciolo di cuore!- gridò con impeto l’ambientalista.
- Io vengo con te! Sono d’accordissimo con le bici, così anche Inuki potrà seguirmi!- esclamò a gran voce Yuzuriha.
- Che ne dici Seiichiro, ci uniamo a loro?- domandò Karen.
- Va bene, Karen. Ma tu…ehm…come farai a pedalare con quel vestito un po’…ehm…scomodo?- domandò con un certo imbarazzo il tranquillo giornalista.
- Oh, non preoccuparti, è il mio abbigliamento ideale!- rispose lei, sorridendo. – Potremmo fare un giro delle case editrici, magari la signora Ohkawa si è solo assentata per una questione di lavoro!-
- Va bene! Presto, partiamo!-
- Kamui e Subaru, voi potreste andare insieme, no?- suggerì la mangaka.
- Va bene.- rispose Subaru. – Andremo a piedi, ci sarà più facile percepire eventuali segnali spirituali della sua presenza!-
- D’accordo! Mi fido di te, Subaru!- disse con passione il ragazzo.
- Vi prego, fate del vostro meglio!- li implorò la mangaka. – Siamo davvero angosciate…Se qualcuno può riuscire a trovarla, siete voi, le nostre creature!-
-*-*-
II – Desideri&Incidenti
- Vieni, Kamui, dirigiamoci per questa strada e iniziamo la nostra ricer…Oh…Un ciliegio…Mi ricorda tante cose…- (petali che volano attorno allo sciamano. Occhi persi nel nulla.)
- Ehm…Subaru?-
- Sorellina…Seishiro…-
- Subaru, scusa, ti ricordi che abbiamo una cosa da fare?-
-…-
- Ti prego, Subaru, continuerai ad angosciarti nel ricordo del tuo passato dopo che avremo ritrovato la sensei!-
- …-
- Subaru, lascia perdere il passato, se vuoi avere un futuro!-
-…-
Il ragazzo, desolato, lasciò da solo per un attimo lo sciamano e corse via per cercare aiuto.
Corse lungo la strada, finchè un’enorme auto nera si fermò di fianco a lui.
- Salve, ragazzino, posso darti un passaggio?-
- Veramente avrei un po’ da fare…-
- Andiamo, io so che lo desideri…-
- Desidero cosa?-
- Io so tutto quel che il tuo cuore desidera…-
- Fuuma!-
- Ora mi arrabbio…Io sono Kamui! Il Kamui oscuro! E tu sei l’altro Kamui, e adesso sali in macchina e vieni con me, perché dobbiamo salvare la nostra sensei!-
- E tu come lo sai?-
- Le notizie volano.-
- E perché vuoi salvarla?- domandò ancora il ragazzo, giustamente sospettoso.
- Perché solo io conosco il desiderio del suo cuore…Muoviti, sali a bordo, a piedi potrai combinare ben poco!-
- Ma…ma…Là c’è Subaru, che…- balbettò il ragazzo, diviso tra il desiderio di unirsi al suo migliore amico e la fedeltà al povero sciamano ipnotizzato dal sakura.
- E chi se ne frega di quello psicopatico ossesso!- ringhiò Fuuma; poi afferrò letteralmente l’altro ragazzo e lo trascinò a bordo. – Ah, avrei un futuro da rapitore! Pensa, questo crimine ancora non lo avevo sperimentato…Cavoli, però, Kamui, sei così leggero!-
- Apapa-san trova che a certe ragazze piacciano i ragazzi scheletrici ed effeminati.- spiegò il ragazzino con aria esperta.
- Oh. Ma non lo sai che ad altre ragazze piacciono quelli come il sottoscritto, alti, robusti e virili?-
- In ogni modo, stiamo lasciando a piedi Subaru.-
- Ti ho detto che per me può schiantare.-
- Ma poveretto, è rimasto sotto un a…aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhh!-
Come avrete intuito, la guida di Fuuma era tanto equilibrata quanto il suo comportamento abituale.
La corsa folle proseguì finchè un colpo improvviso costrinse Fuuma a frenare bruscamente.
- Che è successo? Ho beccato qualche animale?-
- C-c’era qualcosa che volava…- bisbigliò Kamui, rintanandosi sotto il cruscotto, e tremando come una foglia. – Fuuma, perché non rallenti un po’?-
- Tsk! La mia guida è più che sicura!-
- Sì, come no…Non sei affatto migliorato!-
- Scusa scusa, quand’è che saresti salito in auto con me? Ogni volta che arrivo tu scappi!-
- Forse, se la smettessi di cercare di uccidermi…Comunque, sono venuto con te sull’autoscontro, alla fiera di Osaka, ti ricordi?-
- Eh?…No, non ricordo!-
- Avevamo sette anni…-
- Ci risiamo…Ancora con questa storia che io sarei il tuo caro vecchio amico d’infanzia! Lo vuoi capire che le cose sono cambiate?-
- Me lo hai già spiegato con abbondanti particolari, grazie…Ma perché non vai a vedere cos’hai messo sotto?-
Così Fuuma scese dall’auto, e rimase a lungo a fissare lo strano falco a tre teste che giaceva al suolo, dopo che la sua auto lo aveva travolto. Aveva giusto concluso che non poteva farci più nulla, quando un giovane li raggiunse, ansimante come per una lunga corsa.
- Sumeragi?-
- Quel coso che hai messo sotto era il mio shikigami…- borbottò il ragazzo. – E vi ho rincorsi per mezz’ora…Dannato, lascia andare subito Kamui!-
- Guarda che è con me per sua volontà! Stiamo
andando a cercare
- Cosa? Tu che cerchi
- Certo, perché voglio realizzare il desiderio del suo cuore!-
- Allora vengo con voi!-
- Col cavolo! La tua presenza mi è sgradita.-
- Ascolta, Fuuma, se lascio Kamui con te, lo sai cosa mi fanno le Clamp?-
Fuuma fece una risatina.
- Onestamente, Sumeragi, pensi che possano farti qualcosa di peggio di tutto ciò che ti hanno combinato finora?-
Subaru ci pensò un attimo.
- Ok, tienitelo.-
- Ma Subaru…- piagnucolò Kamui, che si era affacciato al finestrino ed osservava con ansia la disputa sulla sua sorte.
- E va bene, rimarrò con te. Fuuma, fammi salire.-
Il Kamui oscuro lo fulminò con lo sguardo, ma infine accettò la sua presenza a bordo. Subaru si accomodò sul sedile posteriore, e l’auto ripartì a velocità “piuttosto elevata”.
Lo strano trio si addentrava nelle vie più interne ed oscure della città, e la guida di Fuuma si faceva sempre più incerta.
- Monou, se becchi un altro cestino ti giuro che ti polverizzo!- sibilò Subaru, aggrappandosi con tutte le sue forze ai seggiolini davanti, per non essere scagliato contro le pareti dell’auto.
- Oh, Sumeragi, come sei delicato! Invece Kamui sta benissimo, non è vero?-
- S-sì…Più o meno…- balbettò il ragazzo, omettendo di dire che aveva appena vomitato per la terza volta fuori dal finestrino.
- Lo vedi, Sumeragi? Io so accontentarlo! Perché solo io so qual è il vero desiderio del cuore di Kamui!-
- Scusa Fuuma…- mormorò timidamente Kamui, sfiorando la manica della divisa dell’altro.
- Che c’è, mio caro?-
-…E che palle con questa storia del desiderio del mio cuore! Non lo so nemmeno io qual è, e pretendi di saperlo tu? Non sei un po’ presuntuoso?- disse il ragazzo, con la sua solita adorabile aria timida.
Fuuma lasciò andare il volante, e si voltò verso Kamui con aria sbalordita.
- Cos’hai…detto…tu?-
- Tieni quel volante, idiota!- gridò Subaru, riscuotendo i sensi del capo dei Draghi della Terra. Fuuma riprese il controllo della vettura.
- Sumeragi, scommetto che sei stato tu ad insegnargli simili espressioni!-
- Cosa? Ma sei completamente andato? Passi la vita a fargli le peggiori cose e poi ti preoccupi perché ha detto una parolaccia?- ribattè Subaru, sconcertato.
- Insomma, lui è Kamui, e deve rimanere lo stesso piccolo, debole, fragile, indifeso…-
- Fuuma…- mormorò il ragazzo – Guarda la strad...AAAAAHHHHHH!-
- Oh cavolo…- ansimò Subaru, emergendo dalle lamiere della vettura distrutta. – Fuuma, c’era un lampione…-
- Kamui, come stai?- gridava intanto il capo del Draghi della Terra, liberando dalla cintura di sicurezza il suo amico d’infanzia. – Ti sei fatto male? Mi dispiace! Ho rischiato di ucciderti!-
- C-come se ti fosse mai importato qualcosa di questo…- sussurrò il povero Kamui, più sconvolto che mai per il comportamento dell’altro.
- Cielo, ti sei ferito con le schegge di vetro del parabrezza…-
Kamui sgranò gli occhioni e prese a tremare. Una simile affermazione da parte di Fuuma era più terrificante che una minaccia.
- Ragazzi…- li richiamò Subaru. – Io penso che stia succedendo qualcosa di strano.-
- “Ragazzi”? E che siamo, i tuoi compagni di classe? Stai al tuo posto, Sumeragi!- ringhiò Fuuma, con aria feroce.
- Ecco, appunto…-
Fuuma alzò le spalle, ignorando Subaru.
- Fuuma, forse dovresti ascoltarlo…-
- E perché? E’ solo uno stupido Drago del Cielo!-
- A-anch’io…-
- Che c’entra, tu sei Kamui…-
- Insomma!- gridò Subaru, mettendosi di prepotenza tra i due. – Kamui che dice le parolacce, tu che addirittura ti preoccupi se lui si è fatto male…Ma vi sembrano comportamenti da noi?-
- Tu sei sempre lo stesso idiota, mi sembra.-
- Ecco, vedi? Mi stai offendendo in modo così…volgare, dozzinale…Svegliati, Fuuma, non è da te, tu tormenti la gente, sei raffinatamente cattivo!-
Quest’ultima affermazione sembrò convincere un po’ il Kamui oscuro.
- Beh…in effetti…anche tu sei un tipo silenzioso e angoscioso, e ora hai una parlantina che non è da te. E ciò che significa?-
- Non vorrei che c’entrasse qualcosa la scomparsa della sensei.-
Finalmente Fuuma parve comprendere la pericolosità della situazione.
- Cioè…Tu stai dicendo che io rischio di diventare un mollaccione tutto premuroso e pure un po’ rozzo perché qualcuno ha rapito la sensei?-
- Non so se diventerai così e nemmeno se qualcuno l’ha rapita, ma devi ammettere che queste trasformazioni sono inquietanti! Erano secoli che non mi sentivo così vitale ed energico, e non è da me!-
- Ehm…Io però sono sempre uguale. Insomma, mi sento un po’ più reattivo, ma nient’altro…- si intromise Kamui.
- Kamui, ma tu hai detto una parolaccia!- lo richiamò Fuuma, inorridito. – Se poi mi diventi un mezzo criminale? Io mi preoccupo per te!-
Kamui rivolse uno sguardo terrificato a Subaru.
- Ci sbrighiamo a ritrovare la sensei?-
-*-*-
III – Attività sospette
Tre figure camminavano nella notte cittadina.
- Cerchiamo di pensare ad un valido movente per il rapimento della sensei…- iniziò Subaru. – Ad esempio, quali personaggi potrebbero desiderare la sua fine? Quali personaggi la odiano per le sventure toccate loro in sorte, quali personaggi potrebbero volerla obbligare a cambiare le loro vicende?-
- Ehm…- Fuuma guardò i due che camminavano ai suoi lati. - Voi due?-
- Ma noi siamo qui con te a cercarla, idiota!- rispose Subaru. – Quindi smetti di dire sciocchezze e ragiona!-
- Se escludiamo quelli che sono stati incaricati delle ricerche, direi che potremmo sospettare di Kanoe.- disse Kamui. – Vuole salvare la sorella, e magari è già stanca di fare da balia ai Draghi della Terra.-
- O forse Hinoto? Voi Draghi del Cielo l’avete fatta diventare schizofrenica, mi permetto di ricordarvi… O Seishiro…-
- E perché Seishiro?- lo interruppe Subaru, non esattamente contento.
- Mah, forse vuole chiedere alla sensei di farlo tornare in vita, visto che un idiota di mia conoscenza ne ha causato la morte…O forse vuole solo riprendersi una parte di sé di cui sei tu, adesso, ad usufruire!-
- Io chiuderei qui l’argomento.- sibilò Subaru, furioso, avvicinando un ofuda dall’aria minacciosa al capo dei Draghi della Terra. – Tu no?-
- Non osare minacciarmi!-
- Ragazzi!- li implorò Kamui. – Per favore, smettetela! Se continuiamo così, non ritroveremo mai la nostra sensei!-
Per una volta le parole del piccolo Drago del Cielo furono ascoltate, e i due contendenti accettarono la tregua. Così ripresero la loro ricerca, piuttosto ardua nonché priva di mezzi.
Kamui aveva con sé un’immagine della sensei
(una di quelle meravigliose caricature fatte dalla Nekoi in cui
- Avete visto per caso questa donna?-
La voce di Kamui era tanto adorabile, quanto i suoi occhioni viola, che tutti si fermavano a guardare la foto, ma, capirete, riconoscere una persona da un’immagine super-deformed non è esattamente facile…
- No, mi dispiace!-
- Mai vista…-
- Ehm…non è un po’ strana, questa foto?-
- No, non l’ho mai vista.-
- No…Ehi, io chiamerei la polizia, questi qui mi sembrano un po’ strani…-
Ad un tratto Subaru prese delicatamente la foto dalle mani di Kamui e la fece sparire.
- Ho come l’impressione che questa foto rischi di procurarci più guai di quelli che abbiamo già…-
Erano le undici passate, quando Fuuma interruppe la loro passeggiata.
- Oh, basta, non ne posso più di questi giri infiniti guardando qua e là come tre idioti! E mi è anche venuta fame! Perché non facciamo una ricerca nei locali e nei bar? Domandiamo se l’hanno vista, e intanto mangiamo qualcosa…-
Kamui, che era sospeso tra la gioia per lo strano equilibrio creatosi tra loro tre, ed il terrore per la gentilezza insolita di Fuuma, si affrettò ad approvare il suo progetto.
- Mmm…che ne dite di quel locale?-
- Fuuma, la sensei non andrebbe mai in un luogo simile! E’ uno dei posti più malfamati di Kyoto!-
- Ce n’è un altro, qui vicino…-
- Non ha un bell’aspetto. E’ una perdita di tempo.- affermò Kamui.
- E quello lì?- insistè Fuuma.
- Ma…ma è dove lavora Karen! Io non ci vengo. E comunque siamo minorenni, io e te.-
Fuuma lanciò un’occhiata spazientita al ragazzo, poi si rivolse allo sciamano.
- Insomma, è possibile che sia in questo modo?-
- Beh, non ha tutti i torti. Ci hai portati nella zona peggiore della città…-
- Ma accidenti! E’ così represso, questo ragazzo!-
- Se qualcuno qui presente non gli avesse ucciso la fidanzata, forse…-
- Beh, se…-
- E non venirtene fuori con qualche battuta oscena, adesso!-
- Sumeragi, così mi ferisci! Stavo per dire che se avessi saputo di causare una simile reazione in lui, avrei scelto un altro modo di fargli capire che ero passato dalla parte dei cattivi!-
Kamui si strinse a Subaru, facendo un largo sorriso all’indirizzo di Fuuma, mentre bisbigliava allo sciamano:
- Ti prego, troviamo quella donna! Questo non è Fuuma, è una…mutazione genetica!-
- Kamui…Hai preso 3,75 all’ultimo compito di scienze. Come lo sai cos’è una mutazione genetica?-
- Mi dispiace, è che non avevo capito molto bene le tue ripetizioni di biologia, così ho letto un libro di Arashi…-
- Hai fatto bene.- sospirò lo sciamano. – Sono il responsabile della rovina della tua carriera scolastica.-
- Ed io sono il responsabile della rovina della sua vita.- si intromise Fuuma, con un certo orgoglio. – Ottimi compagni per una gitarella notturna per le vie di Kyoto, Kamui!-
A quel punto il ragazzo infilò nel primo locale aperto che vide. Tutto, per fuggire da quella copia inquietante del Kamui oscuro!
- Salve. Avete visto questa signora, di recente?- domandò Kamui al barista, mostrandogli la foto della Ohkawa. L’uomo scrutò la foto, poi il ragazzo, e gli rivolse uno sguardo dubbioso.
- Di certo non lavora qui.- rispose.
- No, questo lo so. Io la sto solo cercando.-
- Non è un po’ troppo vecchia per te?-
- Fuuma…Dove accidenti ci hai portato?- piagnucolò il ragazzino, cercando sostegno nei compagni di viaggio.
- Sei stato tu ad entrare qui…- rispose Fuuma, che invece pareva trovarsi molto a suo agio nella sala rossa dalle luci basse. Per fortuna Subaru risolse la situazione, afferrando entrambi i Kamui e trascinandoli fuori dallo strano posto.
Poi li condusse in un’altra zona della città, molto più illuminata e un po’ meno pericolosa.
- Ecco, ora andiamo in tutti i locali che vuoi, Fuuma.-
- Kamui. Per favore, questo è il mio nuovo nome.-
- “Per favore”?-
- Che c’è, Sumeragi, la tua poca educazione non ti fa apprezzare la buone maniere?-
- Ragazzi…- mormorò Kamui, indicando qualcuno che si avvicinava in fretta ai tre.
Quattro poliziotti si piantarono di fronte al trio, armi in pugno, uno di loro con una torcia dalla forte luce fastidiosa.
- FERMI!- tuonò uno dei quattro. – Chi siete? Cosa fate qui?-
- Ehm…Un semplice giro notturno tra amici!- rispose pronto Kamui.
- Ehi, Sumeragi, da quando il ragazzo è così sveglio?- sussurrò Fuuma all’altro.
- Te l’ho detto che stiamo cambiando…Un po’ come quando leggi una fanfiction e i personaggi vanno out of charachter…-
- Tu leggi fanfiction, Sumeragi?-
- Mi è capitato.-
- Fanfiction sui nostri manga?-
- Già.-
- Ah sì?-
- …-
- Sul serio?-
-…-
- Come mai sei restio a parlarne? Come mai sei arrossito in quel modo?-
Ma i quattro poliziotti sembravano intenzionati a vedere chiaro nella faccenda, e la discussione dei due fu interrotta.
- Abbiamo ricevuto la segnalazione della scomparsa di una donna, e la stiamo cercando.- spiegò uno dei poliziotti. Poi estrasse una foto ben nota al trio. – L’avete mai vista?-
Scambio di occhiate nervose.
- NO!-
- MAI!-
- ASSOLUTAMENTE!-
C’era un po’ troppa convinzione in quelle risposte, per non insospettire lo zelante agente. Si rivolse così al più piccolo del gruppo.
- Tu, ragazzino, mi sembri minorenne…-
- Ho sedici anni.-
- E tua madre sa che sei qui?-
Un’ombra scese sul visino serio di Kamui.
- E’ morta.-
- Oh, perdonami! Tuo padre, allora?-
-…è morto.-
- Tua zia?-
-…morta.-
Il poliziotto tacque, desiderando con forza di sprofondare.
- Ma guarda un po’ quel ragazzo come somiglia a mio fratello!- disse uno dei poliziotti, indicando Fuuma.
- Veramente ha una certa somiglianza con il fidanzato di mia figlia…- notò un altro.
- Macchè, è la fotocopia di mio nonno! Mi fa quasi paura!- esclamò il terzo. Fuuma si trovò tra due sguardi assassini dei suoi compagni.
- La pianti con questo giochino idiota, Monou?- sibilò Subaru. – Ehi voi, guardate che anche lui è minorenne!-
Ma uno dei poliziotti li interruppe.
- Per caso, avete attraversato il viale Haru?- domandò.
- Si, un’oretta fa.- rispose Subaru.
- Perfetto. Verrete in questura con noi e sarete interrogati singolarmente.-
- E perché?- si ribellò lo sciamano.
- Perché l’ultima volta la signora nella foto è stata vista proprio lì, un paio d’ore fa. Potreste essere coinvolti nella sua scomparsa. E sarà meglio indagare sul perché un minorenne viaggia con voi due!-
- Due minorenni!- insisté Subaru, ma, onestamente, nessuno dei poliziotti credette che quella montagna di ragazzone che somigliava a tutti i loro parenti fosse esattamente minorenne…
E non ci fu modo di sfuggire alla nuova disavventura.
- Dobbiamo fare in modo di fuggire…- sussurrò Subaru agli altri due, appena scesi dall’auto della polizia. – Insomma, noi non esistiamo, siamo dei..personaggi! Siamo qui in libera uscita grazie ad Apapa-san, ma non penso che ci crederanno…-
- Sumeragi, siamo stati degli sciocchi a viaggiare con te.- sospirò Fuuma. – Lo sapevo che eri un porta-iella patentato!-
- Cosa hai detto?-
- Le tue allegre vicende confermano che la sfiga è sempre stata una tua buona amica.-
Subaru si fece serio.
- Piantala di ritornare sempre al mio passato!-
- Ma è la verità…-
- E tu hai bisogno di ricordarmelo sempre?-
- Insomma, non è colpa mia se a nove anni eri un piccolo idiota che andava ad importunare gli onesti lavoratori!- asserì Fuuma.
- E se tra tutti gli onesti lavoratori sei andato a beccare proprio quello…- aggiunse Kamui, incline a dare ragione alla sua controparte oscura.
- Voi non capite! Tutta colpa di mia nonna! Mi aveva rifilato quell’orrenda veste da cerimonia e io ero scappato perché gli altri bambini mi prendevano in giro…- sospirò Subaru, con aria trasognata.
- E hai avuto la sfiga di finire proprio in quel parco, sotto quel ciliegio, in quel momento? Cavolo, Sumeragi, non c’è che dire…La iella la attiri, oltre a regalarla a chi ti sta attorno…-
- Ragazzi…- disse all’improvviso Kamui. – Facciamo che Fuuma scatena un piccolo terremoto, senza morti e feriti, e noi tre ce la diamo a gambe? Oppure preferite essere interrogati e far scoprire alla polizia che siamo personaggi di un manga?-
- Senza nemmeno un morto?-
- No. Non stavolta.-
Fuuma tirò un lungo sospiro colmo di delusione, ma accettò. Un attimo dopo la terra tremava, e mentre quattro poveri poliziotti erano impegnati nell’evitare che qualcosa crollasse loro addosso, tre improbabili detective fuggivano più velocemente possibile.
-*-*-
IV – Viale Haru
E così i tre volenterosi ricercatori decisero di seguire la traccia della polizia, e si diressero verso il viale Haru.
- Che facciamo, ci mettiamo a chiedere con la foto in mano se l’hanno vista?- domandò Kamui.
- No, l’ha già fatto la polizia.- rispose Subaru. – La cosa è sospetta. Dobbiamo…-
- Voltarvi, salutarmi e venire a prendere un caffè con noi.- lo interruppe una voce femminile divertita alle loro spalle. I tre si girarono, raggelati.
E videro Nanase Ohkawa, sorridente, sana e in forma, insieme ad una strana ragazza, un’occidentale dai lunghi capelli neri, vestita in modo bizzarro, di molti colori.
- E quella chi è?- domandò Subaru, sconcertato.
- Non importa, comunque non vivrà a lungo.- disse Fuuma, la sua voce divenuta all’improvviso cupa e tagliente. – Non so come ho fatto a resistere tanto tempo con il Sumeragi senza cercare di ucciderlo…- Un sorriso tetro si dipinse sul viso del diciottenne, mentre la sua mano andava a posarsi minacciosa sulla spalla di Kamui. – E soprattutto senza divertirmi un po’ con te, mio caro Kamui…-
- Ecco, la magia è finita.- disse Nanase-san, rivolta alla ragazza.
- Sì. Grazie per avermeli prestati un po’.-
- Ma figurati, i miei personaggi sono vostri!- rispose la mangaka.
I tre si limitarono a guardare senza capire.
- Perché non spieghiamo loro cos’è successo?- propose infine la mangaka.
- Va bene.- iniziò la ragazza. – Il mio nome è Harriet, e sono una fan delle Clamp e mi piace scrivere fanfiction. – Vedete, io ho con le Clamp lo stesso rapporto di Kamui con Fuuma. Ovvero, anche se so che mi faranno piangere e star male, continuo a leggere i loro manga. Ma ora siamo arrivati al limite della mia sopportazione. Avevo provato a convincere Ohkawa-san ad essere meno crudele, per questo l’ho invitata fuori con me, oggi. Ma tutto ciò è parte di lei, ho capito che dovrò accettare le sue storie comunque vadano.-
- Però ci siamo divertite, stasera!- disse la mangaka.
- Ma…perché non hai detto nulla alle altre Clamp?- chiese Subaru. – Ti stanno cercando!-
- Certo che le ho avvertite! L’ho scritto su un messaggio che ho lasciato sul tavolo!-
- Chissà dov’è finito!- commentò Subaru. – Con il caos che c’è in quella casa!-
- E il nostro cambiamento di carattere?- si informò Kamui.
- Oh, beh, ho concesso ad Harriet di giocare un po’ con voi. Stasera eravate alle sue dipendenze. Vi ha fatti essere così come le piacerebbe che foste. Per quanto riguarda i suoi preferiti, Kamui e Subaru, ha desiderato un po’ più di vivacità, di decisione. Mentre Fuuma…beh…lei non lo ama tanto e così…Gli ha fatto fare…la figura…-
- Dell’idiota.- concluse minaccioso il Kamui oscuro. –E ora pagherà per questo…-
- FERMO!- gridò la mangaka, mettendosi tra lui e la ragazza. – Lo sai cosa ti posso fare, VERO?- Fuuma arretrò. - Ecco, bravo. Su, ragazzi, ora vado a telefonare a casa, e poi prendiamo qualcosa da bere tutti insieme, eh?-
E così i tre seguirono la mangaka e la fan dentro ad un locale, dove si sedettero ad un bel tavolo tutto agghindato di fiori e trine.
- Sembra il genere di cosa che avrebbe fatto mia sorella…- mormorò Subaru, vagamente spento.
- Il locale l’ha scelto Harriet, che non a caso
è una grande fan di Hokuto.- rispose
- Prendiamo qualcosa? Anche se è mezzanotte passata?- chiese Kamui.
- Certo che si!- rispose allegra la fan. – Mai fatti spuntini notturni? E’ un’esperienza esaltante!-
Così il gruppetto si dedicò all’attività della nutrizione, e il trio di improbabili detective, ormai ritornato alla “normalità”, si rilassò dopo la nottata decisamente fuori dal normale.
- Adesso devo andare.- li salutò poi la fan. – Grazie per avermi ascoltata, Ohkawa-sensei! Anche se purtroppo mi aspettano tante lacrime da versare sui tuoi manga…So che voi resterete sempre le mie care Clamp, e vi resterò fedele!-
- E’ commovente!- mormorò Kamui.
- Un momento…- la interruppe Subaru. – Fuuma, tu hai detto che volevi cercare Ohkawa-sensei per realizzare il suo desiderio…Ma di cosa si tratta?-
- Non ho detto questo. Ho detto che la cercavo perché conosco il suo desiderio. Che si accorda con il mio.-
Kamui, Subaru e Harriet si scambiarono uno sguardo terrificato.
- Ohkawa-sensei, non avrà intenzione di far vincere i cattivi?- domandò la ragazza.
- No, no, che avete capito…- rise la sensei. – Fuuma, non dire certe cose, che poi fraintendono!-
- E allora, cosa intendeva dire la versione perversa di Babbo Natale?- domandò Harriet, dimostrando tutta la sua benevolenza per il Kamui oscuro.
- Beh…- rispose la sensei. – E’ un segreto. Ma fidatevi di me. Sono una persona tanto orribile? Ho mai fatto cose talmente terribili da rendermi degna di tanta sfiducia?-
Occhiata eloquente tra Subaru e Kamui.
- Beh…-
- Insomma…-
- Non per essere scortesi, ma…-
- Sensei, lasciamo perdere questo argomento.- li interruppe Harriet. – Mi prende in giro anche il gatto del mio vicino di casa, perché piango quando leggo i tuoi manga! In ogni modo, ci fideremo di te, ma tu non allearti con quel disgraziato, va bene?-
- No, no, fidatevi…Harriet, è stato un piacere, torna quando vuoi!-
- Si, però, ti prego, lascia Fuuma così com’è…- mormorò Kamui.
- Come, non sei stato contento di averlo per una volta un po’ più premuroso? Io l’avevo reso un po’ più…tranquillo, proprio per te! Non è che sei davvero un po’ strano e sei felice se ti tratta male?-
- No, no…Ecco…Harriet, vedi, in quel modo mi faceva ancora più paura!-
- Sigh! Va bene.-
- Un momento!- esclamò Fuuma, con aria divertita. – Ragazzina, tu scrivi fanfiction, no? Sumeragi, hai mai letto le sue?-
- Sì.-
- E sono di quelle che ti fanno imbarazzare?-
- No, no – lo interruppe Harriet – Non riesco a scrivere cose imbarazzanti, mi imbarazzo anch’io!-
- Però scrive fic idiote dove mi prende in giro…-
- Perdonami, Subaru, ma come si fa a non giocare con i propri personaggi preferiti?-
- Il tuo preferito è questo sfigato?- domandò Fuuma.
- Già. Per molti motivi. Ad esempio, sono una specialista nel cadere a terra in luoghi affollati facendo una figura del cavolo! Solo che nessun veterinario serial killer è mai venuto a soccorrermi!-
- Insomma, una collega di sfiga…-
Infine Harriet ripartì, salutando il gruppetto che per una notte le aveva fatto compagnia.
- Tanto ci rivedremo presto…Sulle pagine del manga o in qualche fanfiction!-
-*-*-
Epilogo – Il messaggio di Ohkawa-sensei
- Ci hai fatte preoccupare moltissimo e abbiamo spedito polizia e personaggi in giro per nulla!-
- Già, Nananse-chan, che ti è preso di sparire senza dirci nulla?-
- Ancora? Vi ho detto che vi avevo lasciato un messaggio!-
- Ehm…- Mokona Apapa avanzò, mostrando un foglietto rosa. – Sai com’è, cara, mi era venuta un’idea per la prossima scena terrificante e violenta da inserire in “X”, e volevo fare una prova, per farvi vedere se vi piaceva…Ho preso il primo foglio che ho trovato, non ho guardato cosa c’era scritto, sapete, il fuoco dell’ispirazione…-
Mostrò il foglietto rosa, riempito di schizzi a matita, sul cui retro spiccava la chiara calligrafia della sensei Ohkawa:
“Devo uscire. Ci vediamo domani mattina!”
FINE
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